La corsa dei titoli legati al petrolio
Il settore che nelle ultime sedute ha ottenuto la performance migliore è senz’altro quello "Oil" e i titoli dell’S&P MIB40 sugli scudi sono Eni, Saipem e Tenaris. Proviamo ad analizzarli meglio vedendo possibili punti d’ingesso short per poter sfruttare ritracciamenti che, a questo punto, sono più che probabili, almeno a livello di grafico. Non dimenticando che i continui record del greggio non favoriscono l’analisi tecnica.
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Di SAIPEM ho già parlato molto nei giorni scorsi. La situazione non è cambiata, anzi… Il calo del titolo dopo il massimo di € 30,50 è, a mio avviso, stato molto significativo. Il motivo è subito spiegato: volumi ben oltre la media, metà dei quali si sono verificati dal raggiungimento del massimo alla chiusura. Questo a testimoniare come molti abbiano preso beneficio sopratutto quando si sono accorti che il titolo non sarebbe andato oltre (almeno in quella seduta) il massimo fin lì raggiunto. Domani avremo la prova del nove, se il prezzo continuerà a calare con volumi in aumento significherà che il titolo sta ritracciando. Altrimenti vedremo un nuovo attacco al massimo del giorno prima e, a quel punto, assisteremo al ritorno del titolo in area € 31,00. Utilizzando Fibonacci vediamo che il supporto posto a € 29,00 ha un ritracciamento del 23,60%, il ritracciamento del 38,2% passa a € 28,20 circa, quello del 50% a € 27,55 circa e quello del 61,8% a € 26,80 circa. Personalmente, essendo entrato short a € 30,47 sposto lo stop loss a € 30,51 con take profit a € 29,00 (per metà posizione e spostamento dello stop loss a € 29,55) e € 28,20/28,00 (per l’altra metà). Per chi, invece, è fuori si può entrare short se il titolo scende sotto € 30,00 (qualche ticks sotto) con uno stop loss massimo a € 30,20.
TENARIS è un titolo che mi ha dato le maggiori soddisfazioni negli ultimi giorni. Dopo la tenuta del supporto posto a € 16,00 il titolo è salito fino ad un massimo di € 17,69. Anche per Tenaris valgono le stesse identiche considerazioni fatte per Eni e Saipem. C’è una divergenza tra prezzo e Momentum, lo stocastico si trova in forte ipercomprato, e quasi l’intera candela formatasi lunedì si trova all’esterno della banda superiore di Bollinger. Quindi, anche per Tenaris, tutti i presupposti perché il titolo ritracci. Personalmente sono long da € 16,03 e dopo aver venduto oggi a € 17,30 metà posizione ed aver spostato lo stop a € 16,95 ho deciso di rimanere in posizione (take profit € 18,00). Nel peggiore dei casi vengo stoppato e porto ugualmente a casa un buon guadagno. Utilizzando ancora una volta Fibonacci vediamo che il ritracciamento del 23,6% passa a € 16,95 circa, quello del 38,2% a € 16,40 circa e quello del 50,00% a € 16,00 (supporto) e quello del 61,8% a € 15,60. Per, eventuali, entrate short si può attendere il test del massimo odierno (ed eventualmente del raggiungimento di area 18,00 Euro) prima di vendere allo scoperto. Se il titolo raggiunge € 18,00 si può vendere qualche ticks sotto tale soglia con stop loss massimo a € 18,10. Se, invece, il massimo resiste o il titolo ritraccia dopo poco lo sfondamendo si può vendere a € 17,55/17,60 con stop loss massimo a € 17,75.
Ribadisco che tutto questo è relativo alla sola analisi tecnica, ciò che effettivamente farà salire o scendere i tre titoli è il prezzo del greggio che, al momento in cui sto scrivendo quest’articolo, è ben oltre i 117 dollari il barile. Una discesa del greggio favorirebbe il naturale storno dei titoli legati al petrolio. Io sono tra quelli che non reputa utopia il raggiungimento dei 200 dollari il barile da parte dell’oro nero nei prossimi anni e, anzi, me lo auguro di cuore. Così finalmente le alternative al petrolio verranno commercializzate e ne trarremo beneficio tutti (ambiente compreso!).








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