Oggi le comiche….

A poche ore dal suo precedente intervento, in cui ha ribadito che "la crisi sarà lunga", il presidente eletto degli Stati Uniti torna a parlare di economia. O, meglio, di ricette per uscire dall’attuale emergenza. Nel discorso radiofonico settimanale del partito democratico, annuncia infatti che metterà in atto un maxipiano di investimenti nelle infrastrutture americane. Secondo Obama, milioni di posti di lavoro verranno dal "maggior singolo nuovo investimento nelle nostre infrastrutture nazionali, dalla creazione della rete federale delle autostrade negli anni Cinquanta". Sulla base di questo progetto, i singoli Stati perderanno i fondi federali se non agiranno rapidamente per costruire o riparare strade e ponti. Un vero e proprio New Deal, insomma. "Metteremo una regola semplice – spiega – usali o li perdi". Il presidente eletto, che entrerà in carica il 20 gennaio, ha chiesto al suo staff un piano per creare almeno 2,5 milioni di nuovi posti di lavoro nel 2011: una necessità, visto che ieri il governo ha reso noto che in novembre sono stati tagliati 533 mila posti (la riduzione maggiore degli ultimi 34 anni). La recessione negli Stati Uniti ha già spinto il tasso di disoccupazione al 6,7% e potrebbe portarlo sopra l’8% alla fine del prossimo anno. Sempre oggi, Obama manifesta anche l’impegno ad accrescere le possibilità di ingresso in internet grazie alla banda larga. "Rinnoveremo la nostra autostrada informatica – assicura – è inaccettabile che gli Stati Uniti siano solo al quindicesimo posto nell’adozione della banda larga. Ogni bambino dovrà avere la possibilità di accedervi". In generale, la modernizzazione della istruzione si baserà infatti su due essenziali punti, l’efficienza energetica e la installazione di computer in ogni aula scolastica.
Adesso, voglio sperare che sia tutto uno scherzo. Che non sia ciò che pensa e intende fare veramente Obama. Voglio dire, una persona sana di mente non avrebbe mai detto cose simili seriamente. Berlusconi ne ha fatte di sparate ma questa è la cazzata più grande che io abbia mai sentito. Aggiustare strade e ponti?!? Poteva (forse) andare bene 80 anni fa ma oggi? 2,5 milioni di asfaltatori di strade? Chi ha perso il lavoro in banca perché dipendente della Lehman Brothers adesso deve andare a costruire i ponti?!? E quando strade e ponti, dopo qualche mese, saranno terminati?!? Che fine faranno questi 2,5 milioni di nuovi assunti??? Io proporrei anche di sciogliere il corpo dei Marines e creare un bel Genio Pontieri dove "sfornare" il futuro degli Stati Uniti. Sono allibito! Qui le cose vanno sempre peggio, non si cerca un rimedio serio alla crisi ma si lascia che questa avanzi sempre più. Rimedi stupidi, inutili e assistenzialismo è tutto quello che è stato fatto o proposto. Comunque americani non rinunciate allo shopping natalizio adesso che la strada sotto casa sarà riasfaltata. Tornate a gremire cinema, ristoranti e negozi.Tornate ad investire in Borsa, i guai sono finiti e l’economia tornerà a crescere grazie al maxipiano di Albert Obama Einstein. Che tristezza!
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io dopo questo rimbalzino del 6% in 10 minuti…mi sono messo short con etf, e vedo un po… penso comunque che rimbalzare sul nulla renda solo più doloroso il tonfo nel precipizio..o no?
Io credo che attorno ad un semplice asfaltatore giri molto di più in termini economici.
Attrezzature, macchinari, ingegneri, manager e contabili delle ditte edilizie, il prodotto primo (asfalto o cemento), ma anche tutte le componenti necessarie alla realizzazione, le industrie che lo fabbricano e che costruiscono i macchinari che servono alla sua lavorazione.
Senza contare l’immagine di una nazione in movimento… se asfaltassero per esempio le strade qui a Napoli eviteremmo di rovinare una gomma al mese o di ricorrere così tante volte al gommista per far raddrizzare i cerchioni! E siamo scemi qui che non facciamo causa al Comune per ogni fesseria… a Milano sarebbero diventati ricchi!
Cmq quello che volevo dire è che un paese “ammodernato” produce e rende di più, si lavora con più soddisfazione, si lavora meglio e si spende anche di più perchè il piccolo cittadino è soddisfatto di ciò che ha e della città in cui vive.
Io non ci vedo nulla di male.
L’America sa rinascere, è solo qui in Italia che una persona fallita viene considerata uno sfigato, in USA è invece considerata una persona con maggiore esperienza.
Solo qui in Italia il titolo, davanti al cognome da la misura dell’intelligenza e dell’importanza, in USA, voglio dire nella totalità del mondo occidentale, contano i fatti.
In Italia facciamo fatica a sporcarci le mani perchè siamo abituati a troppo benessere, e proprio per questo motivo che la crisi dovrebbe farci paura, perchè di volontà di sacrificio e solidarietà ce n’è ben poca.
In USA per rinascere sanno anche sporcarsi le mani e ritornare più forti di prima.
Questa crisi ci apre la porta a grandi occasioni, ed a un cambiamento benefico, ne sono convinto (ed è solo la mia personale opinione), ma lo capiremo solo a cose già avvenute.
ciao
Buddy
no, perchè l’ambiente, il mondo, il suolo, chiamalo come vuoi, ha dei limiti.. non è sfasciando-costruendo qua e la che si crea ricchezza, o meglio, lo si fa ma in maniera temporanea! ciò che è necessario sono investimenti a lungo raggio per creare infrastrutture con minor impatto ambientale, tecnologie, servizi, metodologie che permettano di vivere in un altro modo rispetto al nostro, cosi impattante per noi e per la terra! con l’asfalto non si fa che continuare idealmente sullo stesso modus vivendi… infine, le strade sono utili, ma se non hai cosa portarci sopra etc, lo sono molto di meno! più spazio alle persone, alle famiglie, alle loro necessità, e più si crescerà, ma in maniera diversa e più umana rispetto ad oggi!
Marco non commettere l’errore di paragonare la rete stradale italiana con quella statunitense. Laggiù le buche non sanno nemmeno cosa sono. Comunque è vero che c’è tutto un insieme di figure intorno ad un asfaltatore ma in che percentuale incidono sul numero di disoccupati? Questo sistema andava bene 80 anni fa quando si doveva fare uno stato “ammodernato”, adesso c’è un paese nel mondo più “ammodernato” degli Stati Uniti? Sull’ultima parte del tuo commento non mi trovi affatto d’accordo. Personalmente se faccio fatica ad arrivare alla fine del mese e vedo asfaltare strade che potevano continuare a rimanere com’erano… mi girano i cosiddetti nel vedere come vengono sprecati i soldi delle tasse che ho pagato. Sono molto pochi quelli che la vedono come te. Io credo che un piano per uscire dalla crisi debba “coinvolgere” tutte le categorie e non una su cento. Quanti cantieri ci sono negli Stati Uniti che non hanno lavoro? Poi, quanti disoccupati sono in grado di fare questo tipo di lavoro? E i nuovi disoccupati che ci saranno i prossimi mesi? Per me questo non è un piano, al massimo una piccola parte di un piano più ampio. Quello che occorre è rilanciare tutti i settori con forti incentivi sulle assunzioni, congelamento dei debiti per alcuni anni, finanziamenti a fondo perduto per chi apre nuove attività commerciali ecc. ecc. Invece di dare e sprecare denero a destra e manca potrebbero utilizzarlo in modo più intelligente.
Una buona serata,
David
Buddy,
non c’è niente di male se, ripeto, questo fosse solo una parte di un piano più grande per contrastare la crisi. Ma se si pensa di farlo semplicemente facendo asfaltare e creare (si ma dove?) nuove strade o ponti… beh sono e rimango molto perplesso.
Hai ragione, Italia e Stati Uniti hanno realtà differenti. Ma io aggiungo tra nord e sud Italia ci sono realtà differenti. Fin da inizio secolo scorso molte famiglie del sud si sono trasferite in Svizzera, Germania, Belgio, Stati Uniti o Argentina per poter trovare lavoro. Vai a chiederlo a un milanese se è disposto a fare altrettanto…. A Torino i più non si salutano nemmeno tra condomini…. senza offesa per nessuno ma ho riportato solo i fatti.
Comunque che questa crisi aprirà le porte a grandi occasioni e a cambiamenti radicali non ci sono dubbi.
Buona serata anche a te,
David
Marcello,
concordo con te. Occorrono interventi atti a creare qualcosa nel tempo e non semplici rimedi tappabuchi. Se, ad esempio, dai del denaro a un mendicante, tra qualche giorno questi tornerà a bussare alla tua porta a chiedertene altro. Se invece del denaro tu gli dai una mano a trovare un lavoro, lui non avrà più bisogno di tornare a chiederti del denaro. Così se General Motors bussa alla tua porta e chiede tot miliardi di dollari per non fallire e tu glieli dai, tra qualche mese, quando li avrà terminati, tornerà a chiedertene altri. Se al contrario, tu invece del denaro gli fai congelare i debiti fino ad allora contratti per 5 anni e gli crei le condizioni per poter produrre, General Motors i debiti se li pagherà da sola in quanto in grado di farlo. Tutto questo denaro sparso a destra e a manca poteva essere utilizzato in maniera più intelligente e produttiva. Anche per questo motivo rimango molto perplesso sulla risoluzione della crisi.
Buona serata,
David
quello di Obama mi sembra un buon progetto, per i dipendenti della Lehman Brothers, è un ottima soluzione il fatto che comincino a guadagnarsi lo stipendio con un lavoro vero e più dignitoso che quello di prima, almeno un bel ponte quando lo hai terminato ti da la possibilità di ammirarlo e rivederlo tutte le volte che vuoi. Invece con le porcherie che vendevano da Lehman non c’era gioia, ne in quel che davano, ne in quel che ricevevano.
salve a tutti andrea