Situazione pesante sulle Borse europee
La settimana appena trascorsa ha per certi versi confermato che il trend ribassista non è ancora finito e, a meno di clamorosi ribaltoni, continuerà ancora per alcune settimane. Se poi guardiamo alla Francia e alla Germania vediamo che necessitano dell’ultima gamba ribassista prima di riprendere a salire per un po’ prima dell’ultima grande discesa. Tutto questo a livello di analisi tecnica. Vediamo più nel dettaglio il nostro S&P MIB40, il DAX30 e il CAC40.
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Per il DAX30 tedesco la discesa potrebbe non essersi ancora conclusa. Se contiamo le onde di Elliott vediamo la necessità di un’ultima gamba ribassista per chiudere onda 5 di grado Intermedio, onda 5 di grado Primario e Onda D (molto probabilmente) di grado Cycle. Al momento è in piena formazione onda 3 di grado Intermedio che per completarsi dovrà toccare un nuovo minimo. Dopo un breve rimbalzo (onda 4 di grado Intermedio) il DAX tornerà a scendere con onda 5 di grado Intermedio con cui si completeranno anche le onde di grado superiore suddette e da dove l’indice può riprendere a salire. Minimo che può essere individuato almeno in area 3.850/3.950 punti ma non è esclusa una discesa fino a 3.600/3.650 punti. Solo un ritorno dell’indice sopra i 5.400 punti annullerebbe lo scenario sopra descritto.
Anche per l’indice francese del CAC40 la discesa potrebbe non essere ancora terminata. Come vediamo dal grafico, contando, infatti, le onde di Elliott, manca l’ultima gamba ribassista per completare onda 5 di grado Intermedio, onda 5 di grado Primario, onda C di grado Cycle e onda 2 di grado SuperCycle. Al momento è in piena formazione onda 3 di grado Intermedio che per completarsi dovrà toccare un nuovo minimo. Dopo un breve rimbalzo (onda 4 di grado Intermedio) il CAC tornerà a scendere con onda 5 di grado Intermedio con cui si completeranno anche le onde di grado superiore suddette e da dove l’indice può riprendere a salire. Minimo che può essere individuato molto probabilmente almeno in area 2.700/2.750 ma non è escluso che la discesa possa raggiungere i 2.400 punti. Solo un ritorno dell’indice sopra i 3.700 punti annullerebbe lo scenario sopra descritto.
Tutto questo a livello di analisi tecnica. Venerdì dopo i dati sul lavoro catastrofici gli indici americani hanno chiuso in forte rialzo, probabilmente dietro a qualche voce “spenna-pollo”. Si perché ogni qualvolta gli indici americani hanno guadagnato bene a seguito di voci ora sui tassi, adesso sulle banche, ancora sulle auto… subito dopo è ripresa la discesa “incastrando al rialzo” gli sprovveduti che hanno acquistato. Adesso più che mai il consiglio è di non farsi prendere dall’euforia o dalla paura di perdere il treno. In Borsa si guadagna sui volumi e sui forti segnali di direzione del mercato. In questo momento mancano gli uni e mancano gli altri. Probabilmente la discesa non è finita, la crisi sarà più profonda e lunga di quanto si creda. Più passano i giorni e più aumentano le “fughe” dai mercati azionari. Titoli come Fiat scambiano un terzo dei volumi di un anno fa. Bassi volumi = alta volatilità e alta volatilità = alta probabilità di perdere denaro.
Per commenti, domande, informazioni, analisi e consulenze scrivete a david.carli@libero.it
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