A seguito del mio articolo nel quale esterno il mio pensiero per quanto riguarda il mediare (o accumulare come definiscono alcuni, grandi gestori di fondi compresi) titoli azionari ho ricevuto questa mail che riporto integralmente (omettendo le sole generalità).
"Buongiorno,
scrivo in merito al suo articolo sul mediare il prezzo dell’azione…. ebbene, eccone un altro che c’è cascato. Sono dentro Unicredit con un prezzo medio di € 3.60, avendolo mediato ormai tre volte in 4 mesi. Sono pienamente d’accordo con lei, che sia la cosa più sbagliata che un trader possa fare, anche se ogni tanto funziona. Il trading è difficile, ovviamente, ma lo è ancor di più se non si hanno e si rispettano molte regole. Ora sono davanti ad un’enorme dilemma! Aspettare, o vendere e dunque ammettere anche materialmente che sono stato un cretino, perchè coscienziosamente l’ho ampiamente ammesso. Se mi fossi limitato solo a seguire il trend e non ad andargli contro ora avevo le tasche piene di eurini, anzi euroni….
Buona Giornata
p.s.: se le può far piacere pubblichi pure la mia risposta,non ho paura ad ammettere i miei sbagli, magari qualcun’altro potrebbe seguirmi nella strada!"
Ho risposto via e-mail alla persona in questione. Come ho detto a lui il problema è proprio che qualche volta questo sistema funziona ma basta una sola volta che non va come sperato per riportare perdite pesanti o rimanere intrappolati in trade perdenti per anni. Un mio amico dice sempre "nessuno nasce imparato". Io non sono stato da meno, anch’io inizialmente pensavo che mediare fosse una cosa intelligente. Per mia fortuna mi sono accorto in tempo che così non è. Ci sono due detti molto importanti e conosciuti in Borsa. Mantieni basse le perdite e fai correre i guadagni e il trend è tuo amico. Mediare il prezzo di acquisto va contro a tutti e due questi principi. Si pensa di recuperare ma non si fa altro che aumentare la perdita e, soprattutto, si va contro al trend. Buddy ha ragione quando dice che fin quando una persona non ci sbatte il muso non se ne rende conto delle cose. Io sono contento che questo trader abbia capito il suo errore e sono sicuro che non lo ripeterà. Mi auguro che più persone possibili capiscano prima che sia troppo tardi dell’errore che rappresenta mediare acquisti di titoli. Ma in fondo capisco che è un comportamento umano. Noi tutti ci accorgiamo dell’importanza delle cose solo quando vengono a mancare.
David Carli
David Carli, analista tecnico e trader dal 1995, svolge consulenza finanziaria esclusivamente rivolta ai privati. Dopo aver conseguito la laurea in informatica presso l'Università di Pisa si è avvicinato al trading partecipando, tra le altre cose, a due corsi di Steve Nison negli Stati Uniti. Dal 2003 il trading è diventato il suo unico lavoro e nell’ottobre del 2007 ha iniziato a collaborare con alcuni dei maggiori siti web di trading. Il passo successivo è stato quello di aprire un proprio sito dove dal gennaio 2009, oltre ad analizzare titoli azionari e cross valutari, offre la sua consulenza per la gestione di portafogli e, con la sua esperienza, cerca di trovare la soluzione ideale per ogni piccolo risparmiatore. E' autore dei libri: "Day trading sul mercato italiano" e "Swing trading sul mercato italiano". E' co-titolare del sito We-Trading (www.we-trading.eu) e scrive in alcuni dei principali siti di trading come DoppioMinimo (www.doppiominimo.it), Finanza e Investimenti (www.finanzaeinvestimenti.it) e ForexPros (www.forexpros.it)."
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