Wall Street trema
Lehman Brothers scuote Wall Street, facendole cambiare almeno in parte volto, spinge la Fed a intervenire, consegna Merrill Lynch nelle mani di Bank of America e costringe le maggiori banche americane e non a dar vita a un fondo anti-fallimento. Quello appena trascorso è stato un week-end memorabile per la Corporate America e per la finanza in generale. La più piccola delle banche d’affari statunitense sembra ormai avviata alla bancarotta o alla liquidazione, dopo l’abbandono delle trattative da parte di Barclays e di Bank of America: la richiesta di bancarotta sembra ormai imminente, visto che i papabili acquirenti si sono tutti tirati indietro in mancanza di un appoggio da parte delle autorità. La tensione resta quindi elevata ma il Tesoro e la Fed non sembrano proprio disposte a mettere in campo un salvataggio sullo stile Bear Stearns o, tanto meno, sulla scia di quanto deciso per Fannie Mae e Freddie Mac. Le autorità americane scelgono così di mantenersi in seconda linea e annunciano, a sostegno dei mercati, misure di natura tecnica che puntano però ad allentare i timori e ad aumentare la liquidità. la Fed ha infatti annunciato l’ampliamento della gamma di garanzie accettate per prestiti dalle banche di investimento che, ora, potranno presentare a garanzia anche junk bond. Il Tesoro appoggio la Fed e ribadisce che farà il necessario per la stabilità dei mercati. Nessun accenno a un possibile salvataggio: già nei giorni scorsi, il Tesoro aveva fatto sapere di non essere disposto a usare ulteriore denaro pubblico per salvare anche Bear Stearns. Le banche non aspettano a braccia conserte che la crisi passi e che la Fed vada loro incontro e così realizzano una sorta di fondo anti-fallimento: dieci banche americane e non danno così vita e un fondo da 70 miliardi con il quale si assicurano liquidità aggiuntiva a sufficienza. Le risorse del fondo possono anche aumentare se altre istituzioni decidessero di aderire all’iniziativa di Bank of America, Citibank, Barclays, Credit Suisse, Ubs, JpMorgan, Merrill Lynch, Goldman Sachs, Deutsche Bank e Morgan Stanley. Il futuro di Lehman, ormai a un passo dalla bancarotta, si é complicato nelle ultime ore: prima Bank of America, poi Barclays hanno abbandonato le trattative in quanto, a loro avviso, recuperare la situazione senza un aiuto del governo era impossibile. Bank Of America, però non si è lasciata spaventare e anzi, nelle ultime ore ha lavorato intensamente per accaparrarsi quella che per gli operatori sarebbe, in caso di collasso di Lehman, il nuovo bersaglio del mercato: Merrill Lynch. Bofa avrebbe raggiunto un accordo per acquisire Merrill per 44 miliardi di dollari, cioé 29 dollari per azione, con un premio del 70% rispetto alla chiusura di Merrill di venerdì. I board delle due società avrebbero già dato il via libera all’operazione, mancherebbe solo la firma ufficiale. Wall Street si prepara quindi a un lunedì difficile, complicato ulteriormente dalle difficoltà di Aig: il colosso assicurativo svelerà domani un piano di ristrutturazione ed è alla ricerca di un prestito ponte da 40 miliardi da parte della Fed.








Salve.
Una curiosità,ma se una società ha ricevuto da Lehman un grosso finanziamento,ora che Lehman è fallita cosa potrebbe succedere a quella società?
Grazie
Ciao Gennaro. Mi permetto uina risposta io anche se non sono tirato in causa.
Alla società non succederà assolutamente nulla.
Per lei cambierà solo il titolare del rimborso del finanziamento. Prima Lehman, ora ….chi ci sarà.
Alberto
Ciao Gennaro,
negli Stati Uniti le leggi sul fallimento sono differenti da tutti gli altri Paesi. Gli obiettivi primari sono:
- concedere al debitore onesto la possibilità di “ricominciare”, sollevandolo dalla maggior parte dei propri debiti;
- consentire ai creditori di rientrare in possesso di quanto loro dovuto in modo equo e secondo le concrete possibilità di cui dispone il debitore;
- riorganizzare un’attività economica mediante la ristrutturazione del debito o dell’impresa stessa o, in alternativa, fornire un quadro di riferimento per la liquidazione ordinata dell’azienda fallita;
- impedire e/o porre rimedio ad azioni fraudolente poste in essere da debitori e/o creditori e che non rientrano negli obiettivi perseguiti dalle leggi fallimentari.
In parole povere a chi fa istanza di fallimento (e negli Stati Uniti il 99% dei casi è volontaria, cioè fatta dai debitori e non dai creditori) non succede nulla (e dopo 5 anni mi sembra può riavere la “fedina” pulita).
Chi invece vanta dei crediti ha diritto ad una quota del patrimonio fallimentare depositando preventivamente prova dei loro crediti.
Buona giornata,
David
grazie a tutti.