Analisi scritta per Reporter


La scorsa settimana ci sono state due grosse novità: il 9 Novembre il crackdei titoli di stato e, successivamente, la staffetta Berlusconi-Monti a capo
del governo.
Guardando i grafici, fino a prova contraria, il balzo a 570 dello spread Btp
-Bund sembrerebbe soltanto un clamoroso incidente di percorso.
Giovedì e Venerdì i BTP hanno recuperato molto e il minimo di Mercoledì
potrebbe essere interpretato come un falso break-down con implicazioni
nettamente rialziste.
Il Bund, tra l’altro, non è riuscito a superare il triplo massimo nei pressi
di 139 ed è scattato un timido segnale ribassista: forse, scrivo forse, è più
rischioso comprare titoli decennali che rendono meno del 2% (quelli tedeschi)
rispetto ai nostri che hanno superato il 7%.
Vedremo.
Anche i CCT sono stati bastonati dalle vendite ma si stanno riprendendo.
Colgo l’occasione per fare gli auguri al dott. Monti anche se la sua ricetta
di lacrime, sudore e sangue non mi piace perché non risolverà il problema:
sarà soltanto una toppa.
Vedremo, non si sa mai.
Nella compagine di governo avrei visto bene un nome: Sergio Bondi, un tale
che ha risanato il gruppo Ferruzzi-Montedison, Fondiaria Sai e Parmalat.
Senza mai perdere tempo in interviste, senza chiedere un soldo agli azionisti
e dimostrando sul campo le sue capacità.
Veniamo alle borse.
Se fossi Bernacca direi che il tempo per le azioni sembra volgere al bello.
Vediamo i motivi.
Gli indici azionari americani sono i migliori e una sorpresa clamorosa potrebbe
arrivare dal Nasdaq 100: se riuscirà a superare i 2.450 potrebbe scattare un
fortissimo segnale rialzista.
Vorrebbe dire che blue chip del calibro di Microsoft (> 28$) ed Intel  (> 25,5$)
stanno finalmente uscendo da una lunga fase d’accumulo.
Se si concretizzasse ciò immagino che anche le altre borse non resteranno
a guardare.
In Europa abbiamo avuto un segnale molto importante: durante il patatrac
di metà settimana il Dax ha resistito a ridosso di 5.700 mentre il Cac 40 non
è sceso sotto i 3.000 punti.
Significa che il trend rialzista non si è interrotto.
Ora: se l’indice tedesco riuscirà a superare 6.100 e quello francese i 3.200
avremo un chiaro sintomo di rafforzamento ed è probabile che le resistenze
segnalate nell’ultimo aggiornamento non saranno così ostiche da superare.
Il nostro Ftse/Mib 40 rimane l’ultima ruota del carro: le sue quotazioni sono
ingabbiate in uno stretto trading range tra 14.500 e 16.000.
Il superamento di uno dei due ostacoli ci dirà di che razza sarà il prossimo
movimento direzionale.
E’ ovvio che se le altre borse saliranno, non credo che andremo controtendenza.
Anzi: visto che il paniere del Mib è pieno zeppo di bancari potremmo anche
far molto meglio delle altre.
Unicredit, per esempio, pare aver trovato il fondo nei pressi di 0,74€.

 
Se riuscirà a superare 0,87€ la sua tendenza rialzista riprenderà il sopravvento
e potrebbe essere il momento ideale per rimontare in sella.
Ricordo, infatti, che l’eventuale break-out sopra 1,065€ (arrotondo > 1,1€) darà
il via all’inversione vera e propria con un potenziale di recupero assolutamente
interessante.
Lo stesso discorso si può fare per Mebiobanca: in tempi non sospetti, quand’era
molto più in alto di adesso, scrivevo che l’aspettavo fra i 5,5€ e 6€.
Bene, ora ci siamo.

 

A questo punto non ci resta che marcarla “a donna” ed aspettare l’eventuale
break-out sopra 6€.
Purtroppo è andata male su Lottomatica: la batosta subita è stata motivata
dall’incremento della tassazione sulle vincite che potrebbe far diminuire
le giocate e il fatturato dell’azienda.
Non ci credo ma, come si dice, mi adeguo.
Il trend di lungo non è compromesso ma ci vorrà più tempo del previsto per
vederla in pompa magna.
Ottime notizie su A2A se riuscirà a superare 1,05€.

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