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Credo sia utile fare un veloce ripasso per capire che cosa potrà succedere a seguito
del probabile aumento dell’imposizione fiscale sulle rendite finanziarie.
Intanto dobbiamo valutare due scenari: il primo con l’aliquota al 20% che colpisce
solo le nuove emissioni; il secondo con l’aumento che riguarda tutte le vecchie.
Nel primo caso ci sarà un aumento dei tassi di interesse ma il rendimento netto per
il risparmiatore non cambierà (non faccio previsioni: ricordo soltanto quello che è successo
negli anni novanta quando tassarono i titoli di stato che allora erano ancora esenti).
Pagheranno di più quelli che “giocano” in borsa: per questo motivo, lo ricordo, se avete
dei titoli in guadagno è meglio venderli prima per evitare di essere assoggettati alla nuova
aliquota.
Se avete delle posizioni in perdita, ovviamente, è meglio chiuderle ancora prima delle altre
in modo da compensare le minusvalenze con le plusvalenze: in questo modo non regalate
soldi allo stato (che poi li sputtana inutilmente).
Le stesse azioni, poi, si possono ricomprare il giorno dopo visto che le commissioni
di intermediazioni sono molto ridotte e incidono pochissimo.
Il problema è che lo stato da un provvedimento del genere non incassa manco un cent
e siccome questi soldi dovrebbero servire per ridurre le tasse non è escluso che i burocrati
romani decidano di intervenire anche sui vecchi titoli di stato.
In questo caso incasserebbero qualcosa in più (ma non tanto quanto sembrerebbe)
ma danneggiando seriamente il mercato soprattutto agli occhi degli investitori esteri.
I titoli maggiormente penalizzati saranno i Btp (che hanno un tasso fisso) e, soprattutto,
le emissioni a più lunga scadenza.
Per questo motivo e, visto che ormai i prezzi sembrano aver raggiunto un top, 
se avessi in portafoglio questa tipologia di obbligazioni le venderei.
Tanto per non saper ne leggere e ne scrivere.
I Cct riceveranno una minuscola sforbiciata su una massimo due cedole e poi, visto che
sono indicizzati ai Bot lordi, continueranno ad avere lo stesso rendimento netto.
Il discorso cambia leggermente per le obbligazioni societarie che sono indicizzate
a parametri diversi e, in questo caso, bisognerà analizzare caso per caso.
Morale: i succhiasoldi romani, come al solito, fanno più danni che utili.
Concordo con quelli di Rifondazione che dicono che bisogna fare in modo che 
la tassazione colpisca in maniera più equa il reddito da lavoro rispetto a quello finanziario.
Loro dicono che bisogna alzare le tasse sulle rendite; io credo sia fondamentale sbriciolare
le altre.
Una piccola differenza che non sarà possibile realizzare perché altrimenti bisognerebbe
tagliare tutte le spese improduttive.
Ed è qualcosa di fantascientifico.
Sulle borse non ci sono novità sostanziali.
Gli indici americani rimangono sulla linea del piave dove le probabilità di continuare il ribasso
o riprendere il rialzo si equivalgono.
Io rimango bullish e darei maggiori probabilità alla ripresa di SP500 da 1.400 e Nasdaq.
In caso contrario, però, c’è il rischio concreto che i prezzi si possano avvitare su se stessi.
Il petrolio ha raggiunto un importante top a 100$: tra alti e bassi è probabile che lo rivedremo 
decisamente più in basso.
L’oro, invece, continua a salire.
Non credo sia merito del suo ruolo di bene rifugio e, attenzione, dopo un rialzo così forte
c’è sempre il rischio che possa scivolare pesantemente da un momento all’altro.
Gli operatori commerciali, infatti, sono sempre più ribassisti.
Il Bund non credo riuscirà a superare 115,8 e anche il T-Bond è vicino ad un’importante
resistenza: nel breve, temo, li vedremo più in basso.
Come scrivevo prima: meglio alleggerire i bond a tasso fisso.
Continua la salita del cambio tra Eur/Usd: io rimango dell’idea che si sta preparando
una nuova grossa opportunità per comprare Dollari.
In questo momento il segnale d’acquisto scatterà quando il cross scenderà sotto 1,465.
In Italia le azioni delle aziende di medie-piccole dimensioni sono state massacrate.
Mi sembra si stia esagerando e che un rimbalzo possa concretizzarsi a breve.
Tra le tante mi piace il Credito Valtellinese che sta planando sul forte supporto attorno
a 8,6€.

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1 Commento Articolo pubblicato su Reporter

  1. francesco

    Condivido molto di quello che dici se non tutto. Ma quel termine romano che usi con disprezzo un pò mi infastidisce e mi dispiace.
    Con stima

    Francesco

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