Articolo scritto il 12/7 per Reporter


Dalle nostri parti qualcuno direbbe: “contrordine compagni. Si sale!”.
Lo scenario bullish, che ho sempre ritenuto il meno probabile, rischia di prendere il sopravvento.
I supporti degli indici, chi più chi meno, hanno tenuto.
Anzi: il falso break down sulla borsa americana (il Dow Jones è scivolato fino a 9.600) rafforza l’ipotesi rialzista.
Questo ci suggerisce che la discesa dagli ultimi massimi relativi (punto A sul grafico dell’SP500) è soltanto una correzione secondaria all’interno del trend primario che rimane bullish.

Se quanto sopra fosse la congettura corretta potremmo prevedere che il prossimo rally dovrebbe riportare i corsi almeno
verso i 1.220 punto dello stesso SP500.
In teoria dovrebbero superarlo ma non spandiamo troppa euforia.
Questo è quanto.
Nei prossimi giorni, però, ci saranno due appuntamenti importanti che potrebbero ribaltare nuovamente le carte in tavola:
l’inizio del balletto delle trimestrali e i risultati degli stress test sulle banche.
Quindi: calma e gesso.
In ogni modo rimane valido quanto scritto nel Reporter del 2/7 e cioè: le azioni bancarie hanno trovato il fondo e potrebbero essere il settore trainante.
A Wall Street, per esempio, Citigroup, dopo essere stata quasi polverizzata (minimo storico 1$), potrebbe ripartire con forza sopra 4$.
Ma non c’è bisogno di andare tanto lontano.
Le azioni migliori, infatti, sono proprio quì da noi.
Il Banco Popolare, su tutti, sembrava dover crollare verso minimi impensabili.
Il supporto=4€, invece, ha tenuto alla grande e da lì i corsi si sono ripresi nettamente.
Significa che, probabilmente, abbiamo toccato il fondo.
Il nuovo punto chiave diventa 5€: il break-out sopra questa resistenza darà il via ad un nuovo rally.
A questo punto tornano interessanti anche le convertibili ma soltanto per tutti quelli che investono in obbligazioni e cercano
di ottenere qualche punticino in più rischiando il meno possibile.
Avete notato che l’azione ordinaria ha guadagnato il +20% dai minimi; nello stesso periodo la convertibile 2014 è salita soltanto da 104 fino a 105,25.
Questo è successo perché siamo ancora lontanissimi dal valore di conversione di 6,15 euro.
Se ci avvicineremo, anche le convertibili ne trarranno qualche beneficio.
Mai come le azioni, ovviamente, ma il loro vantaggio è che ci eviteranno spiacevoli conseguenze in caso di un patatrac.
Dimenticavo: se i prezzi del Banco dovessero correggere verso 4,5€ potrebbe essere l’occasione per acquistare su debolezza.
Grafico simile per la B P Milano: quest’ultima accenderà il turbo quando le quotazioni bucheranno i 4€.
Quest’ultima ha emesso un prestito convertendo (non convertibile) che non è ancora stato quotato: è una fregatura atomica. Dovessero proporvelo (potrebbe capitare in un’agenzia della banca) lasciate perdere se non volete finire in un mare di guai.
Vi ho già parlato del Monte Paschi. Non è affondato sotto 0,8€ e da lì è ripartito con forza sfiorando l’unità.
L’eventuale break-out sopra 1,05€ farà scattare il segnale rialzista di medio mentre una correzione verso 0,9€ potrebbe
diventare un’ottima occasione d’acquisto su debolezza.
Due numeri fà vi ho segnalato anche Mediobanca.
Ha rimbalzato violentemente da 6€ ed è arrivata a 6,78€. Se riuscirà a superare i 7€ dovrebbe prendere il volo. La strategia migliore, però, è quella di comprarla in fase di ritracciamento: dovesse riappoggiarsi a 6,2€ sarebbe l’ideale.
Ubi Banca è l’unico titolo tecnicamente già al rialzo nel medio periodo visto che ha superato l’ultimo massimo relativo=7,8€.
Si potrebbe approfittare di una fase riflessiva (attorno a 7,75€) per metterne un po’ in portafoglio.
La relativa CV 2013 quota oltre 107 e con un premio di conversione molto elevato: non mi sembra proprio l’affare del secolo.
L’Oro non molla: tutto sembrava pronosticare il ribasso e, invece, la soglia di 1.200$ sembra invalicabile.
Per adesso la tendenza di breve rimane comunque negativa.
Continua il millimetrico recupero dell’Euro. Lo aspetto sempre un po’ più in alto per poterlo rivendere meglio. Nessuna novità dal cross tra Dollaro/Yen che si è stabilizzato nei pressi di 88 e sembra imbalsamato.

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