Articolo scritto il 15/6 per Reporter


 Novità sugli indici di borsa non c’è ne sono. Dovrei ricopiare esattamente quanto scritto la scorsa settimana.
 Continua la fase di trading range “on top” e non si può far altro che aspettare un break deciso in su
 o in giù.
 Il mercato obbligazionario è sceso ancora ma, sopratutto in America, pare aver trovato un punto d’appoggio da dove rimbalzare (T-Bond attorno a 113).
 Tutto di vecchio anche sulle materie prime: mentre l’Oro ha già iniziato una fase correttiva dopo aver sfiorato 1.000$ per oncia, aspetto un movimento simile anche sul  Petrolio che ha superato come se niente fosse i 70$ per barile.
 Sulle valute rimango in attesa di provare a vendere il cross Eur/Usd dovesse scendere sotto 1,385.
 L’Eur/Yen, invece, è già salito oltre le mie aspettative (non credevo che avrebbe superato 136).
 Tra le singole azioni direi che quanto scritto nel numero scorso non è ancora stato smentito.
 Debolezza su Unipol (peggiorata nettamente sotto 0,9€) mentre Tenaris, nonostante qualche movimento irregolare, dovrebbe accelerare al ribasso sotto 10,7€.
 In una situazione tecnica simile troviamo Saipem: la fase ribassista scatterà sotto 18,3€.
 Pirelli Real Estate è scesa velocemente attorno a 4,5€ (dove l’aspettavo).
 Occorre ricordare che la società ha lanciato un pesantissimo aumento di capitale (tipo quello su Seat!) che non è garantito da un consorzio bancario ma soltanto dalla controllante.
 Si tratta di 135 nuove azioni ogni 7 vecchie emesse al loro valore nominale di 0,5€.
 Chi, per esempio, Venerdì 12 aveva in portafoglio solo 1.000 azioni (controvalore di circa 4.500€) dovrà sborsare altri 9.642€ per comprare 19.285 nuove azioni altrimenti sarà costretto a svendere
 i suoi diritti.
 Pensate a chi ha molti più titoli in portafoglio! Avrà voglia di aprire il borsellino e tirare fuori così tanti soldi?
 Temo che i diritti inonderanno il mercato e, ovviamente, traineranno all’ingiù anche il valore delle relative azioni.
 Chi è che gongola? Ma la controllante, ovviamente! Sottoscriverà l’aumento inoptato al minor costo possibile. Questa operazione, infatti, è stata studiata in maniera capestro per penalizzare tutti i vecchi azionisti e obbligarli ad uscire alle peggiori condizioni.
 Morale: meglio abbandonare il titolo. Ne riparleremo dopo la fine dell’operazione straordinaria.
 La controllante Pirelli & C è risalita nel finale di settimana grazie ad una segnalazione positiva di un’importante banca d’affari.
 Incomprensibile, invece, la decisione di un grosso industriale genovese che ha acquistato una piccola partecipazione di Camfin (la holding che sta sopra la stessa Pirelli).
 Anziché comprarla sul mercato ai prezzi correnti attorno a 0,25€, l’ha strapagata quasi il quadruplo dalle mani dello stesso Tronchetti.
 E’ un mistero della fede anche perché questa finanziaria non è proprio una gallina dalle uova d’oro: quest’anno ha chiuso il bilancio con una perdita di 165milioni di euro, costretta a svalutare (parzialmente) la sua principale controllata.
 Se avesse contabilizzato la partecipazione Pirelli ai prezzi di borsa avrebbe dovuto portare i libri in tribunale.
 Encefalogramma piatto su Fiat che continua a muoversi poco sotto 8€ e con volumi molto bassi: il mercato pare proprio in attesa di qualcosa (forse di novità sul caso Opel?).
 Non ci resta che aspettare: il segnale ribassista scatterà in caso di break-down sotto 7,3€.
 Davide Campari pare proprio destinata a scendere; il titolo, purtroppo, non si può vendere allo scoperto e questo eventuale ribasso non si può sfruttare.
 Avendole in portafoglio, però, coglierei l’occasione per cercare di ricomprarle ad un prezzo migliore.
 Intrigante il grafico del nostro Credem: il rimbalzone partito dal minimo storico=1,65€ pare essersi ormai esaurito.
 Attorno a questi livelli, infatti, sul grafico giornaliero si sta formando una figura d’inversione ribassista
 a forma di Testa e Spalle.
 Il segnale bearish si completerà quando i corsi scenderanno sotto la linea del collo che ora viaggia attorno a 3,65€.
 Tra i titoli reggiani da segnalare il nuovo minimo storico=3,395€ di Mariella Burani, una delle poche azioni che non ha beneficiato del super rialzo degli ultimi mesi.
 Non è certamente un buon segno!

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1 Commento Articolo scritto il 15/6 per Reporter

  1. Bud Fox

    Applausi Frank, encomiabile questo tuo report.
    L’unica nota su Camfin… gli effetti dell’eccesso di spesa dell’industriale genovese li vedremo tra qualche anno quando Camfin sgancerà le società di energia rinnovabile alla controllata Pirelli. Plusvalenza assicurata x Camfin… grande spesa x Pirelli…

    Ahhhh poveri azionisti Pirelli con il tronchetto non si guadagna mai!;-)

    ciao
    Buddy

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