Articolo scritto il 2/3 per Reporter


I mercati azionari hanno rotto, seppur millimetricamente, la linea di supporto che li sosteneva.
Un'altra stangata potrebbe rovinarci la digestione ma, almeno, non sarà una sorpresa!
Nello stesso tempo, però, visto l’alto ipervenduto tecnico e il pessimismo ormai alle stelle,
non si può assolutamente escludere lo scenario opposto e cioè l’inizio di un forte rimbalzo
(seppur all’interno di un trend dominante che rimarrà ribassista).
Perché si concretizzi l’ipotesi più favorevole i corsi devono superare i massimi del 26 Febbraio.
Per la precisione: Cac 40 > 2.775, Dax 30 > 3.950, Dow Jones > 7.400, Ftse 100 > 3.950,
Mib 30 > 16.900, Midex > 15.700, Nasdaq > 1.450, Nikkey > 7.600, SP500 > 780.
Sulle valute posso solo dire che, probabilmente, venderò il cross Eur/Yen se tornerà attorno
a 128/129 (ora 125).
Su Eur/Usd, invece, in attesa del re-test di 1,25, tornerò bullish nei confronti della nostra valuta
se riuscirà a superare 1,28.
Tra le materie prime da segnalare il recupero del Petrolio anche se, probabilmente, non si tratta
dell’inizio dell’inversione di lungo attesa.
Attorno a 50$, infatti, nella forma del Crude Oil dovrebbe trovare una prima importante resistenza.
L’analisi sull’Oro non cambia rispetto alla scorsa settimana.
C’è stata una piccola correzione ma rimane fisiologica dopo il forte rialzo da 700$ fino a 1.000$.
Ancora in netto ribasso i T-Bond (quest’anno l’amministrazione Obama ne emetterà dei nuovi
per oltre 2mila miliardi di $ e, quindi, chi li sottoscriverà vuol avere anche un rendimento migliore).
Il Bund tedesco resiste meglio ma lo scoglio di 126 sembra davvero duro da superare.
Per questo eviterei i titoli a tasso fisso e a lunga scadenza.
In questo momento il rapporto rischio/rendimento è davvero sfavorevole.
I tassi non possono scendere sotto zero (e non sono lontani) ma possono salire e, in quest’ultimo

caso, i prezzi delle obbligazioni andrebbero a picco.
Tra i singoli titoli devo sottolineare il fortissimo ribasso di Unipol: credevo che la gamba bearish
si sarebbe fermata a 1€ e, invece, la linea dei prezzi è precipitata fino a 0,7€!
Unicredit ha fatto solo un rimbalzino da far morir dal ridere.
Potrebbe migliorare se i corsi dovessero riuscire a superare 1,04€ ma, nella stramigliore delle ipotesi,
ritengo che il rimbalzo si fermerà attorno a 1,4€.
Terna e Parmalat mi fanno impazzire: pensavo che sarebbero scese (e l’idea rimane valida)
e, invece, sono le uniche che son salite!
Della serie: ho preso lucciole per lanterne!
L’analisi su Luxottica è ancora ok: tornerà bullish sopra 10,65€.
Corretto il suggerimento di vendere Geox a 5€ visto che è tornata a 4,5€: ritengo che il ribasso
non sia ancora finito. Potrebbe tornare attorno a 4/4,2€.
La discesa di Generali non sembra aver fine: è stato spazzato via anche il supporto=12,5€
segnalato la scorsa settimana.
Non tutto è perduto, però, lasciamogli un po’ di tolleranza.
Non mi stupirei se invertisse al rialzo con la stessa forza con cui è scesa (vi ricordate, per esempio,
il rimbalzo di Enel da 4,4€ a 6€ in due sedute?).
Anche quest’ultima pare in acque tempestose.
Venerdì, infatti, i corsi sono affondati sotto i minimi storici di 4€ a seguito delle voci di aumento
di capitale e abbiamo già visto con Seat, Unipol, Unicredit, Ubi, Banco Popolare ecc che cosa succede
quando un titolo entra in territorio vergine (verso sud).
All’interno del sito ho segnalato diverse volte il possibile acquisto di azioni Monte Paschi Siena
sopra 1,02€ (in tutte le occasioni l’ordine è rimasto ineseguito): mi sembra ancora valido.
Il ribasso partito da 1,6€ sembra aver trovato il fondo nei pressi di 1€ ed ora i corsi si muovono
all’interno di una stretta fase di trading range.
Se romperanno la parte in alto del canalino dovrebbero mettere a segno un bel rimbalzone.
L’eventuale discesa sotto il nuovo minimo storico=0,925€, invece, comprometterà lo scenario illustrato
sopra.

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