Articolo scritto il 23/6 per Reporter


 I mercati azionari sono scesi come ci si aspettava. Anzi, forse di più (si è sempre troppo
 poco pessimisti
o viceversa!).
 Il problema della scorsa settimana (sarà la fine del ribasso?), però, non è ancora stato risolto.
 Ritengo che l’indice Dow Jones ci potrà aiutare molto: se rimarrà sopra 11.750 (e da quì
 ripartirà) è molto probabile che la fase discendente iniziata un anno fà potrebbe aver trovato
 il fondo.
 I mercati obbligazionari non aiutano: sono sui minimi e non danno cenno di volersi riprendere.
 Al momento, poi, ci si può aspettare solo un rimbalzo: ci vuole tempo per cancellare un trend 
ribassista così forte.
 E non aver l’aiuto del costo del denaro in ribasso non è poco per i mercati azionari.
 Nessuna novità ne sulle valute e neanche sul Petrolio che rimane appiccicato ai massimi.
 Scenderà, scenderà, non preoccupatevi.
 Sulle azioni, tutte in ripiegamento a parte Tenaris che sembra un missile lanciato in orbita,
 possiamo vedere che molte di esse hanno preso delle sbudellate non da ridere e bisogna
 iniziare a seguirle con attenzione per cercare di trovare il momento buono per comprarle.
 Tra i big mi piace Eni che è scesa fino a 23,53€ dopo aver toccato un massimo relativo
 =27,36€ (-14%).
 Nello stesso periodo l’oro nero è rimasto sui massimi.
 La situazione tecnica da super ipercomprato è tornata a ipervenduto:  in una fase rialzista
 diventa un’opportunità d’acquisto.
 Tra 23/24€ mi metto alla ricerca di un possibile segnale d’acquisto.
 L’idea è che i corsi possano tornare verso 26€.
 L’unico titolo in fase bullish tra quelli contenuti nel paniere del SP/Mib40 è Fast Web:
 dovesse superare 21,75€ dovrebbe accelerare!
 Anche Parmalat, dopo il ribasso in linea retta da 2,6€ fino a 1,585€ (-40%), prova
 a ripartire.
 Se riuscirà a risalire sopra 1,83€ si lascerà il ribasso alle spalle e potrà provare ad allungare
 verso 2,2€.
 Il minimo storico=0,1€ di Seat è stato spazzato via e i corsi sono crollati fino a 0,075€:
 può tornare bullish solo sopra 0,095€. Non prima.
 Molto interessante l’area di supporto tra 3,8/4€ per Unicredit (-50% dai massimi storici):
 ritengo che i corsi difficilmente scenderanno sotto.
 Non comprerei su debolezza, però! Il primo segnale rialzista sulla forza l’avremo al
 superamento di 4,2€.
 Generali ha rotto l’importante supporto=27€: potrebbe trovare il fondo a 24,5€
 (dov’è ora!).
 Anche la controllata Alleanza è collassata sotto 7,75€: qui, però, non si capisce dove
 potrebbe trovare un valido supporto.
 C’è 6,5€ ma mi sembra troppo lontano!
 Le azioni della B
anca Popolare dell’Emilia chiudono poco sotto 12€: non cambierei
 la strategia illustrata nel numero scorso e inizierei a seguire le relative convertibili che
 scadono nel 2012. Adesso vengono scambiate a 107 ma se dovessero scendere attorno
 alla parità (100) potrebbero tornare molto interessanti.
 In una situazione tecnica simile c’è un’altra grande Banca Popolare: quella di Sondrio.
 Da 14€ è scesa fino a 8€ dove si sta formando un possibile doppio minimo: val la pena
 tenerla sott’occhio.
 Stesso discorso per il Credito Valtellinese che viene scambiato a meno di 7€.
 I suoi corsi sono tornati ai livelli del 2003 e non risulta sia pieno di titoli spazzatura!
 Diverse small cap hanno toccato i loro minimi storici:
Olidata, Finarte, Kme, Eutelia,
 Eurofly, Stefanel, Elica, Conafi, Bolzoni, Apulia, Aedes, Poligrafici.

 In genere si tratta di un forte segnale ribassista.
 Il break-down, però, è avvenuto con volumi molto esigui: l’impressione è che si possa
 trattare di una “trappola per orsi” per dare l’ultima scrollata all’albero ed invogliare
 gli ultimi azionisti a cedere le loro azioni al prezzo più svilito possibile!
 Le quotazioni della Panaria hanno rimbalzato prima del previsto fino a 3,5875€:
 se le avete prese sui minimi siete stati fortunati.
 Se dovessero salire verso 3,7€ mi accontenterei e pagherei volentieri la tassa sul capital
 gain.

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