Articolo scritto il 25/1 per Reporter


Il buon Obama, evidentemente un po’ (molto) attapirato dopo l’ennesima figuraccia del suo partito (perdere il seggio di Ted Kennedy è come se il Berlusca vincesse le elezioni in Emilia Romagna), esprime l’intenzione di tassare le mega banche di Wall Street e di imporre loro delle forti limitazioni nell’operatività.
In pratica si vorrebbe che i colossi tipo JP Morgan, Goldman Sachs, Bank of America, anziché speculare sul mercato, tornassero a prestar denaro come una vera e propria banca.
La maggior parte degli utili di questi colossi, però, arriva proprio dall’attività di negoziazione in conto proprio e l’idea di una riduzione dei guadagni (che poi andrà a scapito dei super bonus ricevuti dal management) non è stata accolta con entusiasmo.  
I timori di minori proventi, insieme a trimestrali ottime ma che ormai erano già state scontate, hanno dato il via a prese di profitto che hanno riportato l’SP500 a 1.090 (da 1.150) e il nostro Ftse/Mib40
a 22.300 (molto vicino al forte supporto=22.000).
Nel breve il mercato può anche rimbalzare ma, a mio parere, le azioni si potranno ricomprare molto meglio più avanti.
Il Petrolio, dopo aver superato 80$, è scivolato in men che non si dica vicino a 72$.
E’ molto probabile che torni presto nella gabbia dei 75-80$.
Anche l’Oro ha ingranato la retromarcia (era corretto uscire sotto 1.120$ per poi pensarci su).
Attorno a 1.070$, però, se siamo ancora in un trend dominante rialzista, il metallo giallo dovrebbe riprendersi.
Per questo motivo, visto che siamo proprio ad un soffio dal supporto, direi che è opportuno marcarlo
a uomo come se fossimo dei paparazzi.
Non lo comprerei su debolezza ma aspetterei la formazione di un potenziale segnale d’acquisto.
Non potendo comprare il future o l’Etf, si possono seguire le azioni del settore.
Le quotazioni di Newmont Mining (Nyse NEM, la principale blue chip) si stanno avvicinando a 42$ che pare una base solida da dover poter ripartire.
Corretto il buy segnalato sul T-Bond americano sopra 116: è arrivato ad un passo da 119.
Complimenti a chi è già entrato; farlo adesso, invece, mi sembra poco conveniente perché ritengo che attorno a 121/122 sia un ottimo livello per prendere profitto.
E’ salito anche il Bund fino a 123,49: il future tedesco mi sembra già molto vicino al traguardo.
Se fossi entrato avrei già l’acquolina in bocca per portare a casa i puntini virtuali accumulati.
Ottima l’idea di puntare al ribasso sul cross Eur/Yen che è sceso fino a 127: lo rivedremo ancora più
in basso.
Se nei prossimi giorni rimbalzerà verso 130 potrebbe essere un’ottima occasione per rientrare visto
che lo Yen si sta rafforzando un po’ contro tutte le altre valute.
E veniamo alle azioni.
I bancari sono stati bersagliati dalle vendite anche se in proporzione minore rispetto ai loro concorrenti
a stelle e strisce.
Unicredit è scivolato fino a 2,0925€ a pochi tick dal supportone=2,06€, vera e propria linea del piave.
A mio parere, visto che siamo ancora sotto aumento di capitale, lassù in alto faranno di tutto per
evitare un break-down sotto questo livello che potrebbe riportare i corsi verso 1,6/1,7€ (un movimento poco gradito a tutti quei volontari che stanno sottoscrivendo le nuove azioni).
Più probabile un rimbalzo che potrebbe riportare i prezzi verso 2,3€.
Nello scorso numero scrivevo che la B P Milano era da vendere attorno a 5,7€: non ho fatto in tempo a digitarlo che si sono aperti i rubinetti delle vendite e le quotazioni sono precipitate fino a 4,7525
(-15% in una sola settimana!).
Rimane in grossa difficoltà anche il Monte Paschi Siena che ha già messo un piedino nel burrone (sotto 1,2€) e il Banco Popolare (se fossi un azionista accenderei un cero in chiesa perché la fase discendente in atto si possa fermare a ridosso di 4,75€).
La scorsa settimana vi ho segnalato il break-out su Seat; fortunatamente è iniziato un ritracciamento:
se tornerà verso 0,17€ (non siamo poi così lontani) potrebbe essere l’ideale per saltare in groppa.
E’ tornato di colpo l’interesse su Telecom Italia sulle voci di possibili operazioni straordinarie con la spagnola Telefonica: la discesa del titolo si è arrestata a cavallo di 1,02€ e un rimbalzo verso 1,1€ ci può anche stare.
Buona serata a tutti.

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