Articolo scritto il 25/3 per Reporter


 La settimana che doveva vedere la capitolazione del capitalismo a seguito dei problemi
 finanziari delle banche ha dato il via ad un forte rimbalzo sugli indici americani.
 Loro scrivono: “buy on bad news” e cioè “compra quando ci sono cattive notizie” e, a volte,
 hanno proprio ragione.
 Con il senno di poi, chi avesse comprato le azioni Bear Stearns a 3$ all’apertura di settimana, 
avrebbe visto il proprio capitale quadruplicato solo sette giorni dopo!
 Tutte le banche hanno toccato il minimo proprio Lunedì e hanno guadagnato un +10/20%
 medio in cinque giorni.
 Adesso, però, il recupero potrebbe essere agli sgoccioli.
 Il Nasdaq troverà una forte resistenza attorno a 2.420 mentre SP500, difficilmente, riuscirà
 a superare 1.400.
 Se le quotazioni raggiungeranno questi livelli mi aspetto una correzione.
 E’ ancora presto, quindi, per dire se il ribasso è finito oppure no.
 La cura da cavallo proposta dalla Fed (super taglio dei tassi e presa in carico di gran parte
 dei mutui “tossici”) sembra favorevole ai mercati azionari.
 La Banca Centrale Europea, invece, che cura solo gli interessi dei tedeschi, è sorda a questi
 richiami.
 Quando in tempi non sospetti scrivevo (io e pochi altri) che aderire all’euro era una pazzia
 venivo deriso.
 Molta gente, purtroppo, non usa più la materia grigia che sta sotto i capelli e beve tutto
 quello che i media pubblicano.
 Il problema è che ci sono ancora degli economisti che insegnano in prestigiose università
 che s’intestardiscono nel sostenere che abbiamo fatto un affare con questa moneta che
 è il miscuglio (mal riuscito) di tante valute nazionali.
 Non possono ammettere d’aver sbagliato.
 
Era giusta l’idea di star lontanissimi dalle materie prime visto che hanno preso una “stangata” 
storica!
 Quando si forma un massimo esplosivo e i prezzi salgono a botte del +10% la festa dura
 poco.
 E quando i prezzi girano al ribasso il paracadute non serve più.
 E’ sempre successo così.
 Una considerazione merita il Petrolio. Quando sale da 103$ a 104$ tutti i giornali escono
 con titoli a caratteri cubitali “uuuuhhhh, nuovo record dell’oro nero. Cavoli amari per tutti!”.
 Quando, invece, crolla di 8 punti in una sola seduta non fà notizia.
 E’ stata una giornata ribassista storica, altro che palle, e potrebbe essere l’inizio dell’inversione
 di lungo.
 Solo chi ha i capelli bianchi (o non li ha più) si può ricordare del Gennaio 1991 quando Bush
 Senior ordinò di sparare le prime cannonate sull’Irak.
 In quella notte l’oro nero si deprezzò del 40% in un colpo solo!
 Incredibile anche il caso Alitalia le cui quotazioni si muovono come una pallina in un flipper.
 Crolla fino a 0,19€ avvicinandosi all’offerta di 0,1€ di Air France poi risorge miracolosamente
 come Lazzaro a seguito delle voci di una nuova cordata italiana.
 Voglio ricordare che anche se ci saranno dei volontari pronti ad entrare non saranno proprio
 dei missionari benefattori e cercheranno di fare i loro interessi (non quelli degli azionisti,
 dei lavoratori o di chi altro).
 Ormai il capitale sociale è agli sgoccioli e dovrà essere abbattuto (o azzerato?) e poi ricostituito.
 Chi ha delle azioni avrà voglia di rimettere dei soldi nel carrozzone? Ho i miei dubbi!
 Vedo solo un possibile affare (se la società non fallirà!) nelle obbligazioni convertibili:
 oggi si comprano a 65 e (forse) verranno rimborsate a 100. Il loro rendimento netto è ben
 oltre il 20% (considerando una cedola del 7,5% che offre un rendimento immediato del 11,5%).
 Il problema è che non c’è scritto da nessuna parte che l’azienda non porterà i libri in tribunale
 e il rischio è di veder sfumare tutto l’investimento.
 E’ ripartita Tiscali (sopra 1,58) ma l’ha fatto in maniera troppo veloce e non è  più possibile 
sfruttare questo trade.
 Le altre azioni, chi più chi meno, si trovano in situazioni tecniche molto difficili: ci si può
 aspettare un rimbalzo. Nulla più.
 Per parlare d’inversione ci vorrà del tempo anche perché si avvicina il mese di Maggio
 che non è statisticamente favorevole ai mercati azionari.
 A Wall Street riparte Google che, dopo aver testato il triplo minimo di 412$, si riporta sopra
 450$.
 E’ un nuovo segnale d’acquisto che dovrebbe riportare i corsi abbondantemente sopra 500$.

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