Articolo scritto il 27/11 per Reporter


 Nell’articolo della scorsa settimana sono stato troppo ottimista.
 Credevo che gli indici azionari avrebbero recuperato almeno parte del terreno perso; 
 al contrario hanno ingranato la retromarcia.
 Wall Street ha fatto peggio degli altri con due sedute “mica da ridere” da -5%!
 Rimane l’ipotesi tecnica di “Testa e Spalle” rialzista solo sulle piazze europee ma inizia
 a sorgere il sospetto che, se anche i corsi dovessero arrivare fino alla “linea del collo”,
 NON riuscirebbero poi a superarla.
 Mi segno quindi i seguenti livelli: Mib 30=24.000, Midex=21.000, Dax 30=5.300,

 Cac 40
=3.700, Ftse 100 di Londra=4.600.
 L’SP500, così come il Dow Jones e il Nasdaq, è tornato a testare i minimi e si potrebbe
 delineare un triplo minimo nei pressi di 830.
 In alto si nota la resistenza attorno a 1.000 che diventerà uno scoglio insuperabile nel breve
 termine.
 Non ci sono novità sulle valute (aspetto sempre un rimbalzo dell’Euro) a parte la discesa
 della Sterlina: il cross Eur/Gbp è salito fino a 0,86, il massimo dal 1992.
 Tira aria pesante per la valuta della perfida Albione!
 Inarrestabile la discesa del Petrolio; meglio, quando avrà voglia di girarsi il suo rialzo 
sarà percentualmente più rilevante.
 In questo momento, però, non ci sono ancora segnali d’inversione.
 Le obbligazioni sono salite ancora un pochino e si sono riportate anche sopra la resistenza 
segnalata.
 Non cambio strategia anche se al momento sembra scricchiolare: per me siamo in un’area
 di vendita.
 In queste condizioni tecniche, se i bond "girano", possono prendere una legnata con
 i controfiocchi.
 Preferisco perdere un’opportunità che del denaro.
 Andando a pescare tra le singole azioni non posso non soffermarmi sul Credem.
 Chi segue questa rubrica sa che in tempi non sospetti avevo scritto che avremmo potuto
 rivederlo anche a 4€.
 Probabilmente non ci credevo neanch’io e, invece, siamo arrivati proprio sul grande supporto.
 Se a ciò aggiungiamo che è appena stato ricapitalizzato interamente dalla famiglia Maramotti
 che ha sottoscritto le nuove azioni 5€ (se ci credono loro …..) possiamo affermare che a questi 
livelli bisogna riprenderlo in considerazione.
 Non vuol dire mettersi a comprare a manetta ma seguirlo con grande attenzione per cercare 
di valutare il momento buono per saltare in sella.
 Scende da un massimo storico=12,65€ (quasi -70%) e mi sembra che si stia un po’ esagerando 
anche se il settore finanziario se la passa proprio male.
 Se guardate il grafico della B P Emilia Romagna noterete che è praticamente una fotocopia 
di quello precedente.
 In questo caso abbiamo un supportone attorno a 9,5€ e i corsi stanno ricaricando la molla.
 Il primo segnale rialzista scatterà sopra 10,5€ con un obiettivo a 12€.
 Nel breve è lo scenario assolutamente più favorevole.
 Non ci si può aspettare di più.
 La convertibile che scade a fine anno è ancora valida visto che il rendimento (nella peggiore
 delle ipotesi) è ancora migliore rispetto al concorrente Bot.
 Perché diventi interessante l’ipotesi conversione bisogna che l’azione si riporti nettamente
 verso la resistenza segnalata: chi converte, infatti, perde completamente il rateo interessi
 maturato e non beneficerà del prossimo dividendo.
 Tra le aziende reggiane seguirei Enia (prossima al matrimonio con Iride):
 interessante il doppio minimo che s’è formato a cavallo di 4,25€.
 Dovrebbe accelerare sopra 4,95€.
 Unicredit e Pirelli & C, segnalate nel numero scorso, non si sono mosse come mi sarei
 aspettato: provo a liquidarle anche se non mi stupirei di rivederle partire a scoppio ritardato!
 Stesso discorso per Tiscali.
 Le resistenza di 1,1€ per Telecom Italia, 17,7€ per Fondiaria Sai, 17,5€ per Fast Web,
 19,5€ per Eni, 6€ per Enel, 2,55€ per Terna, 4,3€ per Snam Rete Gas sono molto
 importanti e non credo verranno superate.
 Non si può vendere allo scoperto (unico paese al mondo), ok, ma si può evitare di comprare.
 Segnalo anche i doppi (tripli) minimi su: Stm (5,9€), Prysmian (8,7€), Parmalat (1,25€), 
Mondadori (2,7€), Luxottica (13€), Intesa S. Paolo (2,4€), Generali (18,75€), 
 Finmeccanica (8,5€), Fiat (5,5€), Espresso (1,15€),  Banco Popolare (8€), B P Milano
 (4€).
 Da cosa può nascere cosa.

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