Articolo scritto il 3/5 per Reporter


l’Europa, cioè tutti noi, sgancia qualcosa come 110 miliardi di euro per salvare la Grecia (e tutte le banche che le hanno prestato i soldi).
Succede come ai tempi della Fiat e la sua sopravvivenza grazie ai prestiti statali: gli stati si accollano le perdite e le aziende di credito si “pappano”
gli utili (quando ci sono).
Mi è stato fatto notare che la Grecia stava per saltare proprio dieci anni dopo l’introduzione dell’Euro: lo stesso periodo di tempo era intercorso dall’aggangio del Peso al Dollaro americano.
In Argentina, però, le conseguenze furono peggiori. Tanto poi ci si aggiusta con i prestiti no?! Evidentemente l’idea di avere una moneta forte è ottima in linea teorica; in pratica, come si dice, casca l’asino.
Peccato che nessuno di tutti quei Dott., Prof. che ne hanno magnificato le lodi e i vantaggi non abbia l’umiltà di dire: sì, ci siamo sbagliati! L’idea dell’euro è proprio una “beep” pazzesca! (come direbbe
il vecchio Fantozzi).
Tutti gli indici europei sono ormai al ribasso. Solo il Nasdaq Comp (sopra 2.450) e l’SP500 (sopra 1.180) rimangono in tendenza positiva. Ma anche loro sono in bilico e potrebbero seguire gli altri da
un momento all’altro.
Il nostro Ftse/Mib40 rimane tra i peggiori.
Il suo movimento di lungo termine lo interpreto così:
– fase ribassista partita da 44.000 e terminata a 13.000;
– semplice rimbalzone (anche se oltre le più rosee previsioni) da 13.000 fino a 24.500 (+88%);
– tra 24.500 e 20.700 è in atto una fase di distribuzione on top che potrebbe anticipare la ripresa
della fase bearish di lungo;
– la rottura di 20.500 darà il via alla nuova fase ribassista che potrebbe avere conseguenze molto
serie.
Tra le singole azioni: il balzo di Bulgari fino a 7€ ha tutta l’aria di un falso break-out.
La settimana passata, infatti, i corsi hanno ingranato subito la retromarcia scendendo fino a 6,48€.
Il triplo massimo e cioè la possibile fine del trend rialzista, già analizzato in passato, mi sembra
ancora lo scenario con maggiori probabilità di successo.
Avevo anche scritto che Azimut sarebbe potuta scivolare fin verso 8€: ha toccato 8,42€, non siamo
poi così lontani.
Il minimo decisivo, però, è 7,5€: se scenderà lì sotto inizierà una lunga fase ribassista.
Ansaldo Sts ha corretto fino a 13,73€: la prossima grande area di supporto è nei pressi di 12,75€.
Unicredit è scesa fino a 1,948€: un’area d’acquisto molto interessante è attorno a 1,85€.
Può scendere ancora di qualche punticino rispetto a dove si trova ora.
Anche Ubi Banca non ha terminato il ritracciamento: l’aspetto attorno a 9€.
Su questo titolo è quotato un prestito convertibile che scade nel 2013: perché diventi veramente interessante le quotazioni dovrebbero scendere molto di più. Non credo ma ci spero.
Terna è scesa fino a 3€ ma potrebbe peggiorare ancora verso 2,85€.
Tenaris rimane sul ciglio del burrone attorno a 15€: se scenderà sotto 14,75€ potrebbe prendere una bella batostina.
Idem per Saipem: lo scoglio dei 30€ pare proprio un ostacolo insuperabile.
E, vista la salita in linea retta, non mi stupirei se rifacesse il percorso all’ingiù nella stessa maniera.
I rubinetti delle vendite si apriranno sotto i 27€.
Il Monte Paschi Siena sta atterrando sul supportone attorno a 1,04€: se i venditori continueranno ad avere il sopravvento sui compratori è molto probabile che le quotazioni possano continuare a scendere verso i minimi storici poco sotto 0,8€.
Il Banco Popolare rompe i 5€: il prossimo obiettivo si trova a cavallo di 4,4€ (se i prezzi non si fermeranno lì saranno guai seri).
Eni rimane a metà strada tra la resistenza=18€ e il supporto=16€: aspetto che raggiunga uno dei due livelli per vendere allo scoperto o comprare.
Farei attenzione a Fiat: l’euforia per la decisione di scorporare il settore auto è già finita.
Sotto 9,75€ scatterà un segnale ribassista.
Telecom Italia non è riuscita a superare 1,1€ e adesso torna sul supporto=1,02€: dobbiamo aspettare per capire se da quì può ripartire o meno.
Se dovesse rompere al ribasso potrebbe scivolare velocemente verso 0,95€.
L’Oro si sta avvicinando al massimo storico=1.225$: se riuscirà a superarlo diventerà fortissimo e chissà fin dove potrà arrivare.
Tra le valute il cross tra Dollaro e Franco Svizzero mi sembra ancora un’ottimo trade: sopra 1,085/1,09 dovrebbe accelerare con forza.

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