Articolo scritto il 4/1 per Reporter


Babbo Natale non ha portato grosse novità per le borse.
Gli indici, seppur millimetricamente, hanno superato i loro massimi relativi.
Visto il periodo semi festivo si tratta di un input da prendere con le molle; meglio aspettare la ripresa delle contrattazioni a pieno regime.
Continua il movimento ribassista dei future obbligazionari; più forte quello sul T-Bond trentennale americano (sceso da 122 fino a 115) rispetto al Bund europeo (da 124 a 121).
In genere il calo dei bonds anticipa un periodo sfavorevole anche per il mercato azionario (il costo del denaro, infatti, è il carburante delle borse e più è basso meglio è!).
Al momento, però, SP500, Dow Jones e Nasdaq non hanno ancora recepito questo dato negativo e continuano a chiudere in positivo.
La fase correttiva sull’Oro partita da 1.225$ potrebbe essere agli sgoccioli e da un momento all’altro
il metallo giallo potrebbe ripartire verso l’alto.
Mi sono segnato il livello di 1.120$: sopra quest’ultimo massimo relativo scatterà il segnale d’acquisto.
Chi non ha la possibilità di comprare un future può cavalcare il rialzo sfruttando un ETF oppure può farlo indirettamente attraverso l’acquisto di un’azione del settore.
Newmont Mining (Nyse NEM), per esempio, è la più importante miniera al mondo.
Sul Petrolio sono scattati due segnali ribassisti e, in entrambe le occasioni, si è trattato di un falso break-down visto che i corsi sono tornati subito all’interno del rettangolo tra 75$ e 80$.
Continua la fase di trading range e non ci resta che aspettare con calma una nuova rottura.
Dicembre è stato un mese favorevole per il biglietto verde che si è rafforzato fino a 1,425 sull’Euro.
A questo punto, però, aspetto una nuova risalita del cross Eur/Usd per poterlo rivendere meglio.
Farei attenzione anche a Eur/Yen: un’eventuale discesa sotto 129 potrebbe far scattare un forte segnale ribassista e decretare un deciso rafforzamento della valuta nipponica.
Tra le singole azioni devo segnalare gli exploit di Terna, Tenaris (sopra 14,5€), Stm, Saipem e Mediaset: hanno spazzato via delle resistenze che ritenevo insuperabili.
Per questo motivo, momentaneamente, li lascio al loro destino: li prenderò in considerazione ma solo dopo una sana correzione.
Fra poco Unicredit lancerà il nuovo aumento di capitale: non credo ci saranno spiacevoli novità anche perché la banca stessa ha tutto l’interesse affinché l’operazione di ricapitalizzazione abbia pienamente successo.
In ogni caso segnalare nuovamente il minimo=2,15€ non mi costa niente; è assolutamente indispensabile che le quotazioni non scendano sotto questo supporto.
In caso contrario c’è il rischio concreto di un avvitamente verso 1,6€.
Farei attenzione al possibile doppio massimo=0,45€ su Pirelli: un’eventuale discesa sotto 0,41€ (prima) e 0,38€ (poi) darebbero il via alla fase ribassista dopo che il rimbalzo in atto è partito da 0,145€.
Luxottica è riuscita a risalire sopra 18€; quì, però, trova una resistenza molto forte che non sarà facile da superare (almeno al primo tentativo).
Se i corsi dovessero scendere sotto 17,5€ vuol dire che quanto scritto sopra è corretto e che se non
sale non può che scendere!
Il grafico di Intesa S. Paolo è la fotocopia del precedente: le quotazioni stanno cercando di superare 3,2€. Se non ci riusciranno a scenderanno sotto 3€ scatterà il segnale ribassista.
Altri tre bancari rimangono in situazioni tecniche molto delicate.
Se il Banco Popolare scenderà sotto 5€ rischia di scivolare verso 4,5€ mentre la B P Milano deve trovare la forza per rimanere sopra 4,8€.
Quello più a rischio, però, mi sembra il Monte Paschi Siena che ha l’ultimo baluardo nel minimo =1,2€.
L’aumento di capitale di Banca Italease è terminato come previsto: la quotazione si è stabilizzata vicino al prezzo d’emissione delle nuove azioni.
Il Banco Popolare ha sottoscritto tutto l’inoptato ed ora possiede oltre il 90%; adesso ci sono le condizioni burocratiche per poter cancellare la controllata dal listino.
Se l’operazione si farà, sono proprio curioso di vedere a che prezzo verranno riacquistati i titoli che fanno parte del flottante.

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