Articolo scritto il 7/6 per Reporter


gli indici delle principali borse si stanno avvicinando pericolosamente ai minimi del 25 Maggio scorso; se verranno
rotti al ribasso temo che l’unica cosa da fare sia quella di aprire il paracadute per attutire un pò la botta.
Lo scenario opposto (una nuova opportunità d’acquisto) non è da escludere (soprattutto sugli indici più forti come
Dax, SP500 e Nasdaq) ma bisogna muoversi con i piedi di piombo.
Non comprerei su debolezza, aspetterei un test dei supporti (5.500/5.600 per il Dax, attorno a 1.040 per l’SP500
e 2.100 per il Nasdaq) e poi mi metterei in acquisto ma solo sopra i massimi relativi del 4 Giugno.
Lo so sembra una spiegazione degna di un arzigogolatore ma non riesco ad essere più chiaro.
Sulle singole azioni non ci sono novità di rilievo.
L’Unicredit è tornato al livello di boa di 1,53€. Adesso: o risale con forza oppure sono guai seri.
Le probabilità, purtroppo, sono a favore di un nuovo patatrac.
Se ciò si rivelerà corretto, mi sa che anche tutto il resto del listino non festeggerà di sicuro.
L’altro colosso del settore, Intesa S. Paolo, non se la passa meglio.
Il suo appoggio è poco sopra 1,9€: se dovesse rompere questo livello dovrebbe far compagnia alla collega (sarebbe
anche logico).
Idem per il Leone di Trieste: fondamentale la tenuta del supporto nei pressi di 13,75€.
Del Banco Popolare ho già parlato nei numeri scorsi. Se va sotto 4€ la prenderemo molto più giù ma se riuscirà
a superare 4,5€ vuol dire il fondo è già stato toccato e potrebbe riservare ottime sorprese al rialzo.
Il Monte Paschi Siena è ad un soffio dal minimo storico=0,77€. Lo sfonderà?
Andare sotto quel livello vorrebbe dire sprofondare verso gli inferi. Non si sa mai.
Io rimango leggermente ottimista: potrebbe rivelarsi un doppio minimo di lungo e una grande opportunità d’acquisto.
Lo terrei d’occhio.
Ansaldo Sts ha sfondato l’ultimo minimo relativo=12,6€: la fase bullish sembra proprio finita.
Fino a poche settimane fà sembrava inaffondabile: ora lo scenario si è completamente ribaltato.
Buzzi Unicem e Italcementi si trovano vicini a supporti importantissimi: non si può non mettersi alla ricerca di un qualche segnale d’inversione rialzista.
Campari rimane il titolo più forte: se riuscirà a superare anche 4,35€ potrebbe andare ancora controcorrente.
La Snam Rete Gas, invece, rimane lì lì senza infamia e senza lode. Avevo già scritto che con questo titolo bisogna andare in farmacia e comprare grossi dosi di pazienza.
Eni è scesa sotto 15€: potrebbe tornare anche a 13€ ma mi sembra uno di quei titoli che, più o meno, è ormai alla
frutta!
In una situazione tecnica simile troviamo la concorrente Exxon Mobil (Nyse XOM): il supporto=57£ sembra
veramente un’opportunità d’acquisto a basso rischio.
Espresso sembra ormai aver girato verso sud: credo che, avendo pazienza, potremo ricomprarla molto ma molto
meglio rispetto ad oggi.
Se siete molto liquidi qualche convertibile del Credito Valtellinese attorno a 100 si può iniziare a comprare.
L’idea è di rivenderla a 102/103 sfruttando un rimbalzo.
In una fase normale i rischi sarebbero risibili; adesso non è così visto l’aria che tira sui mercati obbligazionari.
Mi aspettavo un rimbalzo dell’Euro e, invece, sono io che rimbalzo sulla sedia quando lo vedo sotto 1,2.
Per le aziende è una notizia fantastica; per chi vuole mettersi in portafoglio valute forti (Yen e Dollari) è meglio
aspettare che torni a salire un po’.
Non credo che possa continuare a perdere colpi.
Sull’Oro la mia strategia non cambia: proverò a comprarlo (magari con un Etf) ma solo quando tornerà sopra 1.250$.
Nel breve, infatti, una fase correttiva sta riportando i corsi verso il basso e un obiettivo nei pressi di 1.175$ potrebbe venire ritestato.
Per questo motivo non ho fretta di rimontare in sella visto che anche le altre principali materie prime stanno vivendo
una fase particolarmente difficile.
Il Petrolio, per esempio, si può ricomprare se tornerà nei pressi di 68$.
I future su T-Bond e Bund sono influenzati dal denaro che fugge verso la qualità: non appena si diffondono voci su difficoltà di banche e stati sovrani le loro quotazioni s’impennano oltre ogni ragionevole livello.

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