Articolo scritto il 9/3 per Reporter


 La batosta della scorsa settimana non è stata una sorpresa anche se l’avremmo evitata volentieri.
 A questo punto ci sono due novità: una buona e una cattiva.
 Probabilmente il trend ribassista non è ancora finito (cattiva); sicuramente, però, si trasformerà
 in una storica opportunità d’acquisto (ottima!).
 Questo non vuol dire che bisogna mettersi a comprare azioni a manetta (non l’ho mai scritto
 e vi invito a rileggere tutti gli articoli precedenti) ma ritengo sia intelligente iniziare a seguire 
il mercato con grande attenzione per cercare il momento buono per entrare con forza.
 In questi momenti, invece, la maggior parte dei risparmiatori è sfiduciata ed è terrorizzata 
al solo pensiero di sentire qualcosa connesso con i mercati finanziari.
 Ci sono tre tipi di investitori:
 1) chi è rimasto pieno come un uovo da tempo ed è in sofferenza su tutti i fronti (in questi caso
 ci vorrebbe il testamento biologico!);
 2) chi ha i titoli in portafoglio da tempo ma ha anche la liquidità per mediare;
 3) chi è rimasto fuori e non sa dove investire.
 Nel primo caso devo ammettere che si può solo aspettare: non conosco soluzioni miracolose
 a meno che uno non riesca a fare trading (vendendo sulle resistenze e comprando sui supporti)
 in modo da cercare di uscire un po’ prima dal tunnel.
 Chi ha dei soldi per comprare altri titoli non si trova in una situazione così drammatica perché
 la discesa dei corsi in linea retta permette di comprare le nuove azioni con un tozzo di pane.
 Faccio un esempio: se uno ha comprato 1.000 azioni del Credem a 6€ oggi perde circa il -70%.
 Se ritiene che abbiano toccato il fondo a 2€, investendo la stessa cifra iniziale, ne può comprare 
altre 3.000.
 Ha investito 12.000 euro per avere 4.000 azioni: il costo medio s’abbassa a 3€ (un livello che 
è decisamente più raggiungibile rispetto al precedente).
 Se le quotazioni dovessero scendere addirittura a 1,5€, con lo stesso metodo di prima, 
si potrebbero comprare 4.000 pezzi che farebbero scendere il prezzo medio a 2,4€.
 L’importante, però, è non comprare nuove azioni a casaccio solo perché sono scese molto.
 In questo modo si rischia solo di peggiorare la situazione.
 Bisogna entrare solo quando le quotazioni hanno iniziato a svoltare verso l’alto.
 Molto più facile da scrivere che da mettere in pratica, direte voi.
 Concordo, avete ragione, ma la soluzione è questa.
 Nei prossimi numeri vedremo di sfruttarla ma solo se si creeranno le opportunità.
 Chi è liquido al massimo, invece, a questi livelli può anche permettersi di fare degli errori.
 Chi mi scrive via e-mail mi chiede quando finirà questa dolorosa via crucis!
 Non ho la risposta in tasca ma voglio ricordarvi ciò che scriveva l’Ing. Renato Di Lorenzo 
nel lontano 1994 durante un altro periodo negativo per i mercati: “
infine, particolare più importante
 di tutti, non c’è nessuno, dico nessuno, che sia positivo su questa borsa. Se allora il 100%
 sono negativi, dove sta quel 50% che compra?"
.
 Continuo con il pensiero di un altro big dei grafici, Tom De Mark: “il minimo del prezzo 
non si sviluppa perché compratori informati agiscono in gruppo ma, piuttosto, figurativamente 
parlando, perché anche l’ultimo venditore vende, l’offerta diminuisce e, quando nessuno liquida più,
 il prezzo sale.
 Sulle singole azioni non ci sono particolari novità.
 Tutte le strategie segnalate nei numeri scorsi sono andate ineseguite visto che i prezzi non 
hanno superato i livelli indicati.
 Anzi, tante blue chip si sono inabissate sotto supporti importanti. Cito le più importanti 
altrimenti dovrei occupare tutta la pagina: Ubi, Unipol, Unicredit, Stm, Seat, Pirelli, Mediolanum, 
Mediobanca, Generali, Eni, Enel.

 Si salvano (ma non si sa per quanto): Prysmian (deve rimanere sopra 6,2€),  Bulgari (non deve 
scendere sotto 3€), Geox (supporto=4€), Lottomatica (doppio minimo a cavallo di 12€).
 Terna è arrivata all’obiettivo segnalato mentre Parmalat sta scendendo solo adesso e a scoppio ritardato.
 L’unico titolo che pare proprio controtendenza è
Fiat su cui è scattato un segnale rialzista
 al superamento di 3,82.€
 Occhio a Eur/Usd: segnale rialzista sopra 1,28.
 Su Valute, Materie Prime e obbligazioni non c’è niente di nuovo e vale quanto scritto
 in precedenza.

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