Articolo scritto il 9/6 per Reporter


 Scrivevo la scorsa settimana: “può darsi che le azioni si accodino al ribasso delle
 obbligazioni a scoppio ritardato.
 Ok, finalmente è iniziata la gamba bearish.
 Colpa del governatore della Bce?
 Non lo so, certo che da quando ha pronunciato le ultime parole famose 
“alzeremo i tassi!” è riuscito a far salire il costo del denaro (tutti quelli che hanno 
un mutuo ringraziano), a far impennare il petrolio di oltre 6$ in una sola seduta, 
a far guadagnare l’Eur/Usd di 3 punti,
 a far scivolare le borse.
 Mica facile ma sarà stata una coincidenza.
 L’Oro sta scendendo verso 850$: farei attenzione perché potrebbe crearsi 
una nuova opportunità d’acquisto.
 Petrolio “impazzito” sui massimi con volatilità alle stelle.
 Le condizioni tecniche perchè possa iniziare una forte fase ribassista ci sono.
 Che poi si concretizzino è tutt’un altro discorso.
 Quando un asset finanziario come l’oro nero sale del 10% in una sola 
seduta (e non stiamo parlando di un titolino alla Bastogi!) vuol dire che siamo 
molto vicini ad un top.
 Purtroppo, com’è successo nel 2.000 con le azioni internet, le bolle 
speculative
possono far salire i prezzi a livelli inimmaginabili.
 Abbiamo una certezza, però: quando si sgonfieranno saranno dolori 
per tutti quelli che incautamente le hanno cavalcate.
 Continuo a sostenere, quindi, che a questi livelli venderei tutte le azioni che operano nel
 settore (le varie Eni, Saipem, Tenaris, Chevron, Exxon ecc).
 Saliranno ancora? Pazienza! Il grande banchiere JP Morgan diceva che lasciava agli altri la
 prima e l’ultima parte di ogni rialzo e si accontentava del boccone in mezzo.
 I bond europei hanno toccato nuovi minimi ma ritengo che, almeno nel breve, il peggio
 sia passato.
 Mi aspetto un bel rimbalzo da un momento all’altro.
 Incredibile, invece, lo stillicidio di vendite sui Cct (perdono 30-40cent ma per loro sono
 tanti visto che le prossime cedole saranno più alte grazie all’indicizzazione ai Bot).
 Questo produrrà dei pessimi risultati a tutti i prodotti del risparmio gestito (fondi e gestione)
 che alla fine di Giugno dovranno contabilizzare i risultati del secondo trimestre e che hanno
 i portafogli infarciti di queste obbligazioni.
 Non ci sono grosse novità sulle azioni: tutte, più o meno, in netto ribasso rispetto a sette
 giorni prima.
 Intesa San Paolo, per esempio, è scesa sotto l’importante supporto di 4€.
 Presto sapremo se si è tratta di un incidente di percorso o di qualcosa molto più grave.
 Questo supporto, infatti, è una vera e propria linea del piave.
 Da quel che si sa, però, questa banca non dovrebbe avere i problemi sui subprime che sono
 stati evidenziati dal suo azionista francese Credit Agricole (dall’inizio di Maggio è sceso
 da 22€ a 14€!).
 Lottomatica ha dato ulteriori segnali rialzisti sfiorando i 19€: l’obiettivo di 20€ non è poi
 così lontano.
 Finmeccanica, invece,  è scesa sotto 19€ (seppur millimetricamente).
 Ritengo che non sia niente di preoccupante e, probabilmente, ci permetterà di entrare meglio.
 Il segnale d’ingresso sulla forza si abbassa a 19,6€.
 Ancora minimi storici per Safilo e Parmalat: li lascio al loro destino.
 In queste pagine non ho mai trattato le azioni della reggiana Landi Renzo: lo faccio ora
 perché sul grafico si è formato un doppio massimo=4€.
 L’ultima onda rialzista è finita e adesso ci troviamo in fase correttiva: se i corsi scenderanno
 attorno a 3,1/3,3€ ci farò un pensierino. 
 Un ritorno verso 3,8/3,9€, invece, si può sfruttare per liquidare eventuali posizioni.
 L’idea, come per le altre, è di riprenderle (poi) ad un prezzo più basso.
 La B P Emilia Romagna si avvicina ulteriormente a 12€: e io l’aspetto al varco con
 i quattrini liquidi sul conto!
 E’ stata una mossa intelligente venderla in pari a 15€: ora riusciremo (spero) a prenderne
 di più con lo stesso controvalore.
 Per Credem, invece, nessuna novità positiva.
 Mi sa che lo rivedremo a 6€.
 Le azioni di Mariella Burani chiudono sotto 17€: dovessero peggiorare verso 16€ ne
 riparleremo. Non prima.

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