Articolo scritto per Reporter


 

Non ci sono grosse variazioni dall’ultima settimana.
Tutti i principali indici hanno arrestato la discesa sui supporti segnalati.
A questo punto devono riprendersi subito altrimenti lo scenario rischia di diventare
nettamente ribassista prima del previsto.
I bancari, il settore più sotto pressione, ha reagito con movimenti a “macchia di leopardo”.
Alcune blue chip si sono risollevate con forza (Unicredit e Merril Linch per esempio
mentre Bear Stearns è volata fino a 110$ per tornare subito da dov’era partita!);
altre (la nostra Banco Popolare e Fannie Mae), invece, hanno continuato a scivolare
verso il basso!
E’ partito l’aumento di capitale su Banca Italease.
E’ pesantissimo (21 nuove azioni a 9,1 ogni 25): in pratica l’azionista deve raddoppiare 
ulteriormente la sua partecipazione investendo in una società che negli ultimi tempi ha
prodotto ben poche soddisfazioni.
Ritengo che la maggior parte dei piccoli investitori opterà per la vendita dei diritti.
E’ quindi probabile che fin verso il 23 Novembre (giorno di chiusura dell’operazione)
il titolo rimarrà sotto pressione senza riuscire a toccare nuovi massimi.
Il consorzio guidato da Mediobanca colmerà l’inoptato: è evidente che, avendo la situazione
sotto controllo, possono decidere per il meglio.
Il superamento di 11,64€ sarà un nuovo (importante) segnale rialzista.
Il Credem ha reagito sui minimi  e potrebbe allungare verso 9/9,5€.
Non di più.
Dopo, probabilmente, l’operazione migliore sarà quello di vendere allo scoperto con
l’obiettivo di riprenderla ad un prezzo molto più basso.
In grossa difficoltà le aziende ceramiche del comprensorio (Marazzi e Panaria Group
toccano i minimi da quando sono state quotate): evidentemente il rialzo dei tassi penalizza
le società immobiliari che a sua volta spendono meno in materiali di consumo.
E’ la ruota che gira o il gatto che si morde la coda.
Generali, dopo lo sprint speculativo fino a 33,55€, si è calmata un po’.
La quiete prima della tempesta?
Può darsi.
Dovesse tornare attorno a 30,5€ si potrebbe considerare con attenzione un’eventuale
entrata a basso rischio.
In una situazione migliore si trova la controllata Alleanza che è cavallo del fortissimo
supporto di 9,9/10€.
Il break-out sopra 9,1€ farà scattare il segnale bullish sulla forza che riporterà i corsi
a 9,5€ (prima) e 9,9€ (poi).
Fiat non ha superato i 23€ ed è tornata sul supporto 19,5/20€.
Da qui dovrebbe riprendersi ma non credo proprio che riuscirà  a sorpassare il precedente
top.
Dovesse avvicinarsi a quel massimo potrebbe essere l’occasione per aprire posizioni
allo scoperto.
Le concorrenti americane Ford e General Motors si trovano sul loro supporto di medio
lungo periodo rispettivamente a 7,5/7,7$ e 29/30$.
Vediamo se da qui riusciranno a ripartire oppure no.
Un’eventuale discesa sotto questi livelli sarebbe un segnale particolarmente negativo
per tutto il settore.
Sempre in ipervenduto record il gruppo Italcementi: l’azione ordinaria è scesa fino
a 13€ ed è tornata ai livelli di fine 2004.
Vale il discorso fatto prima per le ceramiche ma mi sembra si stia esagerando.
Le quotazioni dell’azione possono rimbalzare con forza da un momento all’altro come
hanno già fatto quelle della concorrente Buzzi.
I tecnologici americani (il settore che preferisco) stanno reagendo sui supporti segnalati.
Oracle ha rimbalzato sopra 19$, la discesa di Ebay si è fermata a cavallo di 32$,

Yahoo!
è scivolata da 34$ fino a 25$ mentre Google dovrebbe calare ancora un pochino 
(attorno a 580/600$) prima di ripartire.
La nostra Stm, invece, si trova in una situazione molto delicata: se i prezzi scenderanno
sotto 11€ euro potrebbe prendere una randellata da far paura.
Mi auguro che il supporto regga e i corsi possano risalire sopra 11,7€: in questo caso
potremo parlare di scampato pericolo e valuteremo un’eventuale acquisto sulla forza.

A Wall Street farei attenzione a Boeing: il trend rialzista di lungo, probabilmente, 
è già finito.
Se sarà veramente così è facile prevedere l’inizio di un lungo ribasso.
Sul cross Eur/Usd potrebbe scattare un primo segnale ribassista sotto 145,5 mentre
l’Eur/Yen dovrebbe arrestare la sua prima gamba ribassista nei pressi di 157.

Il Bund, a mio parere, rimane sempre vicino ad un massimo pronto per scendere.
Entrata bearish sotto 113,8.

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