Come funziona il Forex


Tutti sanno che il mercato dei cambi è un OTC, over the counter, ovvero un mercato non regolamentato. In buona sostanza, non esiste una Borsa dei cambi dove si riuniscano tutti le compravendite in valuta, ma esistono, come è noto, una miriade di brokers retails ognuno dei quali ha i suoi clienti e ordini limite, stop, if done etc etc.

In buona sostanza è come se ogni broker fosse un piccolo mondo a sè stante, un piccolo mercato dei cambi globale, un campione dei grandi volumi scambiati soprattutto nelle piattaforme istituzionali, come l’Ebs (Electronic Broker System di proprietà di Icap) per esempio. Ogni Broker non fa altro che ricevere dalle grandi banche market makers i prezzi (alcuni brokers hanno fino a 10 banche controparti, altri ne hanno 3 – 4, ognuno fa le sue scelte che sono dettate da politiche commerciali).

Essendo ogni broker un mondo a sè stante, da un punto di vista teorico (anche se i prezzi sono allineati durante le sessioni europee e Usa), ogni broker ha in pancia gli ordini dei suoi clienti e deve gestirli.

Di solito il rischio vero per i mercati è rappresentato dal momento che va dalle 23.00 all’1.00 stessa perchè è il momento in cui Tokyo non ha ancora aperto e Australia e Nuova Zelanda sono ancora all’inizio della seduta oceanica.

E’ un momento in cui c’e’ una specie di patto di non belligeranza tra i grandi istituzionali, che ricevono gli ordini dalle controparti di New York quando New York chiude. Le grandi banche americane e non passano gli ordini di stop o limite a poche banche presenti a Wellington o a Sydney. Se si scatenasse il putiferio in quelle due ore, la liquidità sul mercato sarebbe veramente ridotta al lumicino.

Saverio Berlinzani

Lascia il tuo commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *