Effetto Draghi sulle borse: i mercati respirano; Petrolio sopra i 30 $


Il governatore della Bce ha aperto a nuovi interventi, i rialzi dei mercati si sono verificati ovunque da Tokyo a Wall Street, passando per il Vecchio continente. Milano chiude in rialzo dell’1,6%, perdendo smalto sul finale. Il barile si riporta a 31 dollari, mentre l’euro si indebolisce verso quota 1,08 dollari.

Mercati Finanziari

La grande paura sui mercati finanziari sembra essere passata, merito anche e soprattutto dell’intervento del presidente della Bce, Mario Draghi che ha aperto chiaramente a nuovi interventi a Marzo 2016 riguardo un ulteriore ampliamento del Quantitative Easing ed ha così innescato il rally dei mercati europei, seguiti nella nottata dall’Asia.

A Piazza Affari dopo un avvio in forte progresso (2%) l’indice guida FtseMib, arrivato a salire di circa 3 punti percentuali, chiude con un rialzo dell’1,63%.

FIB

Giornata positiva anche per gli altri listini europei che beneficiano anche del contagio positivo asiatico con Tokyo che in chiusura ha guadagnato il 7,86% in scia alle aspettative di nuovi interventi delle banche centrali.

DAX Tokio

La prospettiva di nuovi stimoli indebolisce l’euro, che tratta debole sotto quota 1.08: la moneta europea chiude a 1,0796

EurUsd

A spiegare la fase di recupero dei mercati c’è anche l’andamento del petrolio, che ha recentemente rivisto i minimi da dodici anni; ieri il petrolio si è riportato sopra i 30 dollari: sia il barile Wti che il Brent sono risaliti a 31,5 dollari, mentre solo mercoledì scorso avevano infranto al ribasso la soglia di 27 dollari: si tratta del maggior rialzo dalla scorsa estate.

Da diverso tempo ormai la maggior parte delle testate giornalistiche e dei media concede notevole spazio al continuo ribasso del prezzo del petrolio, che sta toccando minimi pressoché storici. I motivi di questo crollo sono diversi:

  • in primo luogo, il prepotente ingresso sulla scena mondiali da parte degli Stati Uniti, che da alcuni anni a questa parte hanno avviato un programma di estrazione petrolifera interna (avvantaggiato dall’innovativo metodo dello Shale Oil)
  • Venti dollari possono bastare. Fino a pochi mesi fa il costo di estrazione dello shale oil si aggirava attorno ai 60 dollari, ma da allora i produttori Usa di greggio non convenzionale si sono adeguati alla nuova era del petrolio lowcost e ora sarebbero in grado di essere competitivi anche con il barile a 20-25 dollari.

Il deprezzamento del petrolio non basta quindi a fermare la corsa dell’oronero a stelle e strisce. Nei giorni scorsi il Ceo di Exxon Mobil Rex Tillerson ha dichiarato durante una conferenza sull’energia a Houston che da quando la commodity è in picchiata i produttori di shale hanno tagliato le spesa in un range compreso tra il 25 e il 70%.

Petrolio

La conseguenza della grande attività estrattiva da parte degli Usa è evidente: c’è molto più petrolio sul mercato rispetto a qualche tempo fa, complice anche la contromossa dei sauditi che hanno seguito gli Usa nell’immettere greggio sul mercato.

TS Automatici segnali di trading FTSEMIB

Il nostro sistema sul FIB nella giornata del 21 Gennaio ha effettuato un’ottima operazione al rialzo: si è mosso fin da subito LONG al prezzo di 18.295; il sistema ha successivamente chiuso la posizione nel pomeriggio a 18.675 con un profitto di 380 Pti pari a 1.900 €

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