Intervista per trend-online


Pubblico in anteprima l’intervista che verrà pubblicata per trend on line.com
Buona lettura!

Alberto

L’indice Ftse Mib ha fallito l’attacco all’area dei 17.000 punti, riportandosi poco al di sopra della soglia dei 15.000. Cosa è cambiato nelle ultime sedute e quali previsioni è possibile fare per le prossime giornate?

Il forte deterioramento del quadro tecnico avvenuto a partire dal 28 ottobre scorso e che ha trovato il grado massimo d’intensità lo scorso 1 novembre ha soprattutto, a mio modestissimo avviso, una forte connotazione “politica” nel senso che c’è nei confronti dell’Italia una sorta di mancanza di fiducia. Gli istituzionali, gli investitori esteri non si fidano di quanto la nostra classe politica propone per frotenteggiare la crisi, o meglio, non ritengono che le misure proposte possano essere tali far si che la situazione migliori. La lettera d’intenti portata a Bruxelles è e resta una lettera d’intenti. Bisogna riuscire a dimostrare ora, nei fatti, che quanto s’è proposto è concretizzabile ed il punto è questo: il mercato, ritengo, non ritiene che ciò sia. Lo srepad Btp-Bund è alle stelle e di conseguenza il nostro azionario soffre. Se aciò aggiungiamo anche la situazione greca, che invece di cercare di buttare acqua sul fuoco ci butta benzina con la trovata del referendum, andiamo ad aggiungere ulteriori elementi di incertezza che i mercati detestano e di conseguenza l’eurozona viene venduta. Dal punto di vista strettamente tecnico per il breve periodo è fondamentale riuscire a rimanere sopra il livello psicologico posto a 15000 punti per non avere ulteriori ribassi, ma ritengo sia veramente difficile fare previsioni per le prossime sedute perché basta uno “stormir di fronda” per assistere a sedute da +5% e -5%  come niente fosse.

Unicredit è ripiombato al di sotto di area 0,8 euro, mentre Intesa Sanpaolo è riuscito a difendere per ora l’area di 1,1 euro. Quali indicazioni operative ci può fornire per questi due titoli?

Su Unicredit il trend di breve periodo s’è rigirato nuovamente al ribasso. La perdita della trend line rialzista avvenuta il giorno 25 ottobre scorso è stata la prima avvisaglia, avvisaglia confermata nella seduta del 1 novembre dove abbiamo avuto il cedimento del minimo relativo posto a 0,844€ che ha decretato la fine del rialzo di breve. Al momento quindi, la situazione la vedo negativa. Positività solo in caso di superamento di 0,95€ ma non ci sono, al momento, prospettive tecniche in tal senso.

Area di forte resitenza tra 1.21€ e 1,25€ per Intesa-San Paolo che resta sul supporto di breve posto in area 1,08€  Non prenderei posizione sul titolo in attesa degli eventi. La situazione tecnica di Intesa-SanPaolo è comunque leggermente migliore rispetto alla concorrente. Ciò, ripeto, non giustifica comunque acquisti agli attuali prezzi.

STM si sta mantenendo al di sopra di area 5 euro, mentre Telecom Italia fatica a riconquistare la soglia di 0,9 euro. Cosa può dirci di questi due titoli? Quali sono i livelli da seguire per entrambi?

Stm è molto interessante. Il movimento principale delle ultime ottave è da contrassegnare come “laterale”. Un’oscillazione dei prezzi tra il range 5,00€ e 5,52€ è statp il movimento usuale fino al “solito” primo novembre scorso dove il supporto ha ceduto senza se e senza ma. Tuttavia, anziché iniziare una gamba al ribasso come vorrebbe la teoria, Stm s’è prontamente ripresa ed è rientrata nel giro di due sedute all’interno del movimento laterale di cui sopra. Il break down, quindi, può essere inteso come un falso segnale e questo la dice lunga sulla forza relativa attuale del titolo. Stm non è da comprare per ora,  ma non appena mette la testa fuori dalla resistenza posta a 5,52€ ritengo possa essere uno dei più validi candidati all’acquisto.

Inversione di tendenza in atto anche per Telecom Italia che dopo aver testato la media mobile a 200 giorni il giorno 28 ottobre scorso mette a segno un “bearish engulfing” con perdita della trend line ascendente che sosteneva le quotazioni da metà settembre. Al momento, quindi, non prenderei posizioni sul titolo. Il cedimento di 0,83€ potrebbe essere un’occasione per entrare al ribasso.

Alla luce dei recenti movimenti del mercato, quali sono i possibili scenari per due titoli del risparmio gestito come Mediolanum e Azimut? Suggerirebbe di aprire posizioni rialziste su questi due temi?

Su Mediolanum il trend di breve è rialzista e la figura che si sta formando da metà ottobre è probabilmente una “flag” o “bandiera”; una figura   uindi di congestione ma che prelude alla continuazione del movimento di fondo, quindi rialzista. Non prenderei posizione al momento ma un superamento di 3,05€ con buoni volumi potrebbe essere il driver atteso per un ingresso. Viceversa, la figura sarà negata al cedimento di 2,57€ nel qual caso i corsi potrebbero spingersi fino a testare area 2,38€

Azimut si trova in un trend palesemente laterale confermato anche dall’esiguità dei volumi di scambio. Al rialzo attenderei il breakout di 5,85€ prima di prendere posizione. Il cedimento del supporto posto a 4,95€ invece potrebbe far ripiombare i corsi verso i minimi di area 4,40€

Qualora dovessero ritornare gli acquisti sul mercato, quali sono i titoli candidati a fare meglio nel breve? Quali sta monitorando in questa fase?

Anche se è un bancario mi piace il grafico della pop.Emilia Romagna. Abbiamo avuto un engulfing bullish, segnale d’inversione rialzista in base alla metodologia delle candele giapponesi, il giorno 03 novembre scorso confermato poi il giorno seguente. La terrei controllata perché potrebbe essere protagonista di un recupero.

Seguo con attenzione anche Enel Green Power che è in area di doppio minimo. La figura sarà completata al superamento del massimo relativo posto a 1,682€. Se ciò dovesse avvenire con buoni volumi si potrebbe tentare un timido acquisto.

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Loda il Signore in ogni momento della tua esistenza e non ti allontanerai mai da lui

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