L’euro inizia ad essere sotto pressione?


Giornata negativa ieri per l’euro, che chiude la sessione con un -0.64%.  Il dollaro in particolare si è apprezzato ieri sulla scia delle parole del nuovo presidente della FED Powell, che si è detto pronto a procedere con un graduale aumento dei tassi d’interesse, in linea con la politica già intrapresa lo scorso anno dal suo predecessore Janet Yellen.

Il quadro tecnico su time frame giornaliero è ancora orientato dal lato rialzista per ciò che riguarda l’euro, anche se da inizio anno stiamo osservando segnali piuttosto contrastanti.

Pur essendo arrivato a guadagnare fino ad oltre il 3% da inizio anno, il ritmo della salita non è stato privo di stress per i sostenitori della divisa europea; abbiamo infatti assistito all’invalidazione di diverse configurazioni ribassiste, con chiusure settimanali sui minimi e successiva forte ripartenza.

Il mercato scambia attualmente nella fascia di prezzo compresa tra 1,22 e 1,2550, livello dove abbiamo osservato un breakout  dei precedenti massimi, prima del ritracciamento fino ai livelli attuali.

In ottica intraday stiamo osservando un tentativo di ripresa dai minimi settimanali a 1,22, anche se l’ultimo rifiuto dei prezzi osservato sulla resistenza a 1.2350 potrebbe innescare un ulteriore indebolimento.

Qualora osservassimo una chiusura giornaliera sotto quota 1,2150, potremmo assistere ad un allungo della correzione fino ad 1,19, che in questo momento costituisce il livello spartiacque per un inversione di medio termine.

Viceversa affinché gli acquirenti di euro ritrovino spinta, sarà innanzitutto necessario osservare una chiusura ad di sopra di 1.2350.

 

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