L’Eurozona deve ripartire


Arriverà il giorno che spiegheremo ai nostri nipoti come il dollaro puntava ad 1 euro, che lo spread era stabile sotto quota 100 e che il petrolio veniva scambiato a 48$ barile…

Ebbene si, sembra quasi una congiunzione astrale quella intavolata dai mercati negli ultimi mesi.

Condizioni così favorevoli alla crescita ed allo sviluppo ( sempre che il tutto non venga rovinato dalla classe dirigente miope ) non si vedevano almeno da ben 3 decenni passati allo specchio a vantarci dei risultati prodigiosi raggiunti nel secondo dopoguerra.

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Quello che sta succedendo sui mercati è a mio parere STORICO, basti pensare a quanti e quali provvedimenti stia mettendo in atto la Banca Centrale Europea per ridare nuova luce all’ormai arruginito scettro del vecchio continente.

Ma analizziamo con criterio tutte le condizioni favorevoli che si stanno pian piano delineando e che porteranno ( se utilizzate a dovere dai nostri governanti) ad una bella ripresa economica, sociale, politica in tutta l’Eurozona.

Euro sotto 1,10 dollari per la prima volta in 11 anni
Non si arresta la corsa al ribasso dell’euro innescatasi in scia all’operazione di quantitative easing di Draghi ma anche per il contestuale rally del dollaro riguardo la politica del Presidente della Fed Janet Yellensull’ exit strategy.

eurodollaro

Dopo una mattinata sui livelli di Giovedì, la moneta unica è piombata al ribasso scendendo sotto la soglia psicologica degli 1,10 dollari per la prima volta da 11 anni.

A far correre così tanto le quotazioni del biglietto verde è stato in parte l’annuncio, da parte del numero uno della Banca Centrale Europea, del lancio del piano di acquisto di bond il prossimo 9 marzo. Un euro debole unito ad una economia americana che è ai massimi con un boom dei posti di lavoro ed una disoccupazione che è scesa al 5.5% a Febbraio è una manna dal cielo per le nostre esportazioni verso il nuovo continente che ha sempre dimostrato interesse verso i beni di prima qualità provenienti dall’Europa.

Spread in picchiata dopo il Qe
La seconda importantissima freccia in mano ai mercati è il cosiddetto “Bazooka di Mario Draghi” che avrà una una portata da **60 miliardi di euro al mese e supererà l’ammontare totale di 1.000 miliardi** fino a settembre 2016 ma si potrebbe andare oltre qualora l’inflazione non si avvicinasse all’obiettivo del +2%. Gli economisti dell’Eurotower hanno anche rivisto al rialzo le loro stime sul Pil dell’Eurozona, con un +1,5% per quest’anno, +1,9% per il prossimo e +2,1% per il 2017.

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E così lo spread tra i Btp e i Bund tedeschi arriva a infrangere al ribasso la soglia di 90 punti, come non accadeva dalla primavera del 2010.

Petrolio WTI crolla sotto i 50$, aumenta la giacenza a 444,4 milioni di barili negli USA
The last but not the least petrolio stabile a cavallo dei 50 dollari sono una manna dal cielo per tutta l’industria della zona Euro; i dati mostrano che le giacenze di petrolio negli Stati Uniti aumentano ancora di 10.3 milioni di barili, aggravando i timori circa un eccesso di scorte. Di questo passo in Europa tutti i cittadini potranno usufruire di prezzi più leggeri per carburanti e riscaldamento, l’industria ne guadagnerebbe in bollette energetiche più basse, e perfino altri combustibili come il gpl ne gioverebbero perchè direttamente collegato alle quotazioni dell’oro nero.

petrolio

Se l’Europa saprà sfruttare a dovere le carte che le sono state assegnate, guidata da una classe dirigente seria e coscienziosa che faccia del lavoro e dello stato sociale un caposaldo della rinascita allora potremo dire che si, l’Europa ce la farà.

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