L’oro tenta il recupero dopo il “flash crash”


Il mercato del più famoso metallo prezioso è ormai da diversi mesi sottoposto a forze conflittuali ed opinioni contrastanti che rendono difficile delineare un quadro attendibile circa il futuro andamento.

Gli investitori orsi non hanno alcun stimolo a tenere i titoli dell’oro nel proprio portafoglio perché l’economia globale si sta pian piano riprendendo e la Federal Reserve, circa due settimane fa, si è impegnata nuovamente ad alzare i tassi d’interesse (per la terza volta in 6 mesi); non è inoltre escluso un ulteriore aumento per fine dell’anno.

Al contrario, i rialzisti sostengono che l’oro risulterà essere un ottimo investimento fino a quando non si risolveranno le controversie civili e penali legate alla presidenza di Donald Trump.

Anche i rischi sulla sicurezza globale, in virtù della recente escalation di attacchi terroristici, potrebbero essere un ulteriore incentivo ad investire nel metallo prezioso.

Il Future Oro con scadenza Agosto 2017 ha chiuso la penultima settimana di Giugno in sostanziale parità, recuperando oltre l’1% dopo un avvio debole, mentre nell’ultima settimana l’evento chiave è stato senza dubbio il flash crash del 26 Giugno.

Lunedì mattina infatti, nel giro di un minuto, sono state vendute circa 1.8 milione di once, con i prezzi che sono precipitati da 1.254 dollari a 1.236 dollari.

Il mercato ha subìto pertanto un ribasso dell’1,5% in un minuto, probabilmente generato da un errore di digitazione da parte di un investitore istituzionale, al momento dell’inserimento dell’ordine di vendita; questo genere di situazioni viene in genere etichettato con il nome di «fat finger».

Nella mattinata odierna si è assistito ad un evento analogo di proporzioni ridotte.

Sono state acquistate 850.000 once ed in pochi minuti il prezzo dell’oro è salito da 1.246 a 1.253 dollari l’oncia, salvo poi riportarsi sotto quota 1.250.

Al di fuori di questo evento straordinario, sui rialzi odierni pesano anche le dichiarazioni di Mitch McConnell, leader della maggioranza al senato Usa, sul rinvio al voto della riforma alla sanità, che hanno causato un ulteriore indebolimento del dollaro.

Da inizio 2017 su time frame daily l’impostazione grafica di base dell’oro è sostanzialmente rialzista.

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Ad oggi la soglia dei 1.200 dollari costituisce un valido supporto, con le discese del mercato che costituiscono pertanto occasione di acquisto.

Nel breve periodo il break della resistenza posta a 1.260 potrebbe alimentare la spinta rialzista, con i prezzi che potrebbero ragionevolmente spingersi fino a 1.290 dollari l’oncia.

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