Monitor azioni Italia dal 07 al 11 marzo

La settimana che si appena conclusa, ha visto un ulteriore regresso del nostro benchmark rispetto alla scorsa di uno -0,95 %
La lettura del grafico a livello daily a mio parere è davvero confusa e di difficile interpretazione per cui, questa settimana, mi affido ad un time frame superiore per vedere se la lettura è un po’ più agevole ed effettivamente il quadro si schiarisce un po’.
Il grafico sottoriportato è in tame frame weekly e, da quel che si evince, nonostante le ultime due ottave ( ricordo che le candele rappresentano un settimana intera di borsa aperta) siano negative il quadro tecnico di fondo non è irrimediabilmente comrpmesso.
Un rapido riassunto: l’indice ha lateralizzato tra 18800 e 21700 per circa7 mesi, da luglio dello scorso anno a gennaio di quest’anno.
La settimana che si è conclusa il 21 gennaio ha visto protagonista il break out rialzista, e per qualche giorno le cose si messe veramente bene dal punto di vista del trading di breve termine di cui mi occupo: titoli che stavano girando i trend ribassisti primari, break out facili da comprare, insomma…dopo tanto soffrire qualche piccola soddisfazione iniziava ad arrivare.
La salitina però è durata ben poco: infatti dopo 4 settimane di progressi che ci hanno portato fino ad area 23300 la doccia fredda che a livello macro è identificabile con le tensioni del nord Africa. -3,08% la settimana conclusa il 03 febbraio scorso e -0,95%  quella conclusasi venerdì.
Ora, a voler vedere il bicchiere mezzo pieno sembrerebbe trovare conferma l’ipotesi che già avanzavo la scorsa settimana e cioè che il movimento in atto in questi giorni non sia altro che un pull back verso la vecchia resistenza (21700) che ora dovrebbe fungere da supporto.
E’ chiara la ridotta dimensione del corpo dell’ultima candela rispetto alla precedente, il che significa che le spinte ribassiste, almeno per quest’ultima ottava, si sono affievolite così come anche i volumi che sono scesi.
A parer mio, finchè restiamo sopra 21700 non abbiamo quindi granchè da temere, l’impostazione di breve del benchmark rimane rialzista ma la cautela e la circospezione sono più che mai d’obbligo.
Se c’è una cosa, infatti, che odio tremendamente in questo lavoro è la necessità di dover cambiare in fretta idea qualora sia necessario.
Il mercato, delle mie valutazioni e congetture se ne infischia altamente per cui, se le cose mi vanno contro, inutile intestardirsi e voler dimostrare a tutti i costi di voler avere ragione. Potrebbe essere quanto mai deleterio.
Quindi, cambiare idea non sarà molto simpatico ma salva la vita…anzi..il portafoglio.

Per “completezza d’esposizione” metto anche un grafico del nostro Ftsemib a con time frame daily

A livello di singoli titoli sul listino principale non trovo segnali degni di nota.
L’unico titolo che seguo con attenzione è Campari che se dovesse chiudere sopra la resistenza posta a 4,74€ potrebbe essere un ottimo candidato all’acquisto.
Bene la pista ciclica che resta in divergenza rialzista.

Registriamo lo stop loss di Mps a 0,93€

Per quel che riguarda invece l’area  mid- small cap mi pare interessante De Longhi la cui impostazione di fondo è rialzista.
S’è formato in triangolo sui massimi di periodo ma con la seduta di venerdi scorso abbiamo avuto la rottura della trend line (“ipotenusa”) del triangolo con buoni volumi.
Se si dovesse confermare sopra 6,71€ si potrebbe tentare un acquisto. I massimi storici sono appena sopra.

Tengo sotto stretta osservazione Interpump che da qualche giorno, sta combattendo con la resistenza posta a 6,10€
In caso di chiusura superiore a tale livello con buoni volumi si potrebbe tentare un acquisto.

A tutti un augurio di buon trading e di una santa settimana.

Alberto

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Ricordati del Signore e sempre la tua vita s’illuminerà della Sua presenza

 

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