Partnership con Anima sgr, nuovo video: terremoto in Giappone, tremano anche i mercati?

Terremoto in Giappone: tremano anche i mercati?
Cosa si può dire, sul piano economico, di ciò che è successo in Giappone? Come reagiranno i mercati mondiali? Risponde Armando Carcaterra.

Cosa si può dire, sul piano economico, di ciò che è successo in Giappone?

Venerdì 11 marzo, nel giro di pochi minuti, il Giappone è stato sconvolto da uno dei terremoti/maremoti più violenti della storia. Proviamo in questa rubrica a valutare l’impatto economico e finanziario del terremoto, non perché questa angolazione sia più importante dell’aspetto umano, ma perché è in questo che la nostra analisi può portare un valore aggiunto.
La reazione immediata dei mercati azionari è stata violenta: l’indice della borsa di Tokio ha perso il 6% nel primo giorno di apertura del dopo-tsunami, il 10% nel secondo giorno. Il contagio agli altri mercati è stato tutto sommato contenuto.
Le reazioni immediate dei mercati non sono mai indicative: i mercati tendono ad esprimere quotazioni in funzione delle informazioni disponibili e certamente uno shock inatteso come questo è di difficile valutazione. Ad esempio è difficile quantificare anche solo il dato di partenza: cioè l’ammontare dei danni inferti dal cataclisma all’economia giapponese.
Si sa che la produzione della zona più colpita, quella investita dallo tsunami, non pesa sull’economia giapponese in modo rilevante. In quella zona l’intensità degli insediamenti industriali è molto inferiore a quella di Kobe (l’area colpita dall’altro terribile terremoto del 1995). I danni di Kobe erano stati di circa 100 miliardi di dollari. Quelli di questo terremoto sono per ora stimati a meno della metà, circa 50 miliardi: 50 miliardi di $ rappresentano circa l’1% del Pil giapponese. Ma sono cifre in divenire, che presentano un margine d’errore enorme.

Come reagirà l’economia giapponese?

Se dopo il terremoto di Kobe alle autorità occorsero due mesi per intervenire a sostegno dell’economia, in questo caso la Banca del Giappone è già scesa in campo, iniettando liquidità per ben 265 miliardi di dollari, per evitare cortocircuiti nel sistema finanziario e assicurare dosi adeguate di ossigeno ad un’economia ancora sotto shock. La reazione in questo caso è stata tempestiva.
Una seconda risposta a questa domanda sta nella tradizionale configurazione dell’economia giapponese. Il Giappone è, dal dopoguerra, un’economia con enormi capacità di risparmio: esporta molto, consuma poco e investe all’estero l’eccesso di risorse che accumula.
Il surplus dei conti con l’estero è stato nel 2010 pari al 3% del Pil e le riserve valutarie superano i 1000 miliardi di $, in gran parte titoli del Tesoro americano. È ragionevole pensare che parte di questi capitali verrà rimpatriata, ed è da qui che nasce il rafforzamento dello Yen di questi giorni.
Il Giappone dispone quindi delle risorse necessarie ad assorbire l’impatto delle distruzioni prodotte dal cataclisma.
Non mancano come è ovvio elementi di preoccupazione. I conti pubblici giapponesi, già molto squilibrati, sono destinati a peggiorare ulteriormente per effetto delle maggiori spese pubbliche e del calo delle entrate fiscali; le maggiori importazioni giapponesi di materie prime contribuiranno a tenerne in tensione le quotazioni ed il rimpatrio di capitali giapponesi potrebbe avere riflessi sui tassi a lunga americani ed europei.
Nel periodo più lungo, la ricostruzione del Giappone metterà invece in moto investimenti infrastrutturali poderosi, con effetti espansivi sulla domanda interna e quindi anche su quella mondiale. Dopo vent’anni di deflazione e stagnazione, una ricostruzione di dimensioni post-belliche può addirittura costituire il volano per una resurrezione dell’economia giapponese.
Appena si saranno placate le apprensioni per l’emergenza nucleare e sarà più chiaro l’inventario dei danni, e superata l’emotività del momento, le borse potranno riflettere anche queste prospettive favorevoli.
Non è una consolazione, ma il futuro del Giappone potrà essere meno tragico del suo presente.

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