Perchè il Kospi sarà più forte di Kim Jong ?


Se dovessi scegliere una piazza su cui puntare come INVESTIMENTO di MEDIO/LUNGO periodo direi Corea del Sud nonostante la nazione si trovi a due passi da un dittatore che, schiacciando un pulsante, potrebbe incenerire in un attimo parte del paese e creare confusione in tutto il mondo! La mia interpretazione del grafico mensile è questa:

–          i prezzi dell’indice Kospi sono rimasti ingabbiati dal 2011 tra 1.800 e 2.100: in pratica si tratta di una chiara formazione d’ACCUMULAZIONE della durata di oltre sei anni! Il fatto che si trovi vicino ad un massimo, anziché ad un minimo, non cambia molto lo scenario.

–          Il BREAK OUT di questo forte pattern RIALZISTA sopra 2.200 è avvenuto proprio durante una delle tante esibizioni “muscolari” del loro vicino di casa.

Nonostante si parli di possibile guerra atomica, il mercato ha reagito benissimo e i prezzi delle azioni sono saliti anziché scesi (come ci si poteva umanamente aspettare!). Evidentemente il mercato sta già scontando qualcosa di molto positivo per l’economia del paese.

Questa situazione mi ricorda un avvenimento simile: quando ci fù il terremoto in Giappone che provocò i danni alla Centrale nucleare, il Nikkey scese un attimo ma poi recuperò subito!

Allora scrissi: “se neanche un cataclisma fa crollare l’indice, significa che siamo veramente sui minimi !”. E così fù. Dagli 8/9.000 punti di allora, il Nikkey si riprese e iniziò la forte risalita che l’ha portato nei pressi di 20.000 di oggi.

Morale (nel BREVE): l’indice Kospi è arrivato fino a 2.453 e da lì è iniziata una fisiologica correzione (un re-test di 2.200 è probabile).

Alla prossima svolta rialzista, però, valuterei con grande attenzione la possibilità di montare in sella. Kim Jong o non Kim Jong.

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