[ Video analisi ] Quel detestabile vuoto a Piazza Affari


Analizzando il Ftse Mib su time frame giornaliero, siamo alle prese con una situazione non convenzionale e che non si manifesta molto spesso, ossia la formazione di un gap a singola barra, definito appunto one day Island.

Tale situazione, verificatasi il 16 marzo, è coincisa con il passaggio tra il future di marzo e quello e quello di giugno, dei quali avevamo sottolineato lo squilibrio di valori già da diversi giorni antecedenti la scadenza del contratto di marzo.

Questa tipologia di gap viene così chiamata perché rappresentata da una singola barra che si trova isolata per continuità di valori dal resto delle barre che la circonda.

I gap si formano sempre in punti dove il mercato è dominato da grande emotività, e poiché si dice che il mercato “aborrisca” il vuoto, è opinione comune nel trading che tutti i gap debbano essere sempre colmati; premesso che è statisticamente probabile ma non sicuro al 100% che tutti i gap vengano chiusi, è in ogni caso un processo che su un grafico giornaliero può richiedere alcuni giorni o perfino impiegare diverse settimane. Quindi il concetto ora è di non applicare alla cieca un’operatività improntata dal lato long solo perché si ritiene che il gap sarà colmato, poiché spesso in questo tipo di situazioni il prezzo può produrre anche movimenti intraday significativi dal lato opposto, prima di invertire andando a chiudere il gap;  bisognerà infatti attendere per forza di cose che l’attuale momentum ribassista si sia esaurito.

Va sottolineato che in genere le inversioni a isola, siano esse composte da una o più barre, raramente si posizionano su punti di inversione del trend primario, ma possono essere utili nell’identificare i punti di inversione a breve termine e aree di prezzo particolarmente significative; in questo caso gli estremi della barra sono racchiusi tra quota 12.000 e 12.200. A livello operativo l’idea è sempre improntata dal lato long, tuttavia bisogna attendere un chiaro segnale della ripresa del movimento rialzista, che si avrebbe solo con la rottura dei massimi dell’area di congestione al di sotto dell’isola, posti in area 19.750 punti, monitorando che i volumi siano in crescita.

I target rialzisti sono posti a quota 20.000 punti (chiusura del gap), poi 20.200 e in estensione 20.400 punti. È bene considerare che prima di produrre tale movimento al rialzo il mercato potrebbe avere ancora spazio di discesa, andando a testare i supporti a quota 19.000-18.800 punti.

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