[ Video analisi ] Wall Street ad alta tensione


I verbali della Fed pubblicati nella serata di ieri hanno penalizzato fortemente gli scambi a Wall Street, con l’S&P500 che ha chiuso a 2.346 punti, in calo di circa lo 0,3%, sperimentando una significativa inversione a livello intraday dai massimi di giornata a 2.375 punti. I timori degli investitori sono stati alimentati dalle perplessità espresse da alcuni membri inerenti l’andamento dei prezzi delle azioni, che sarebbero a loro avviso troppo elevati, palesando un mercato in condizioni di bolla.

In base a tale analisi l’apprezzamento recente dei corsi azionari sarebbe stato determinato dalle aspettative degli investitori verso una maggior tolleranza al rischio, determinato da prospettive di politiche fiscali accomodanti, piuttosto che da aspettative di una crescita economica più solida.

Inoltre dei verbali emerge che la banca centrale USA sarebbe pronta a ridurre il suo bilancio da 4.500 miliardi di dollari entro la fine del 2017, che significherebbe cominciare a togliere dal proprio portafoglio i Bond acquistati in seguito il programma di allentamento monetario lanciato dopo la crisi economica del 2008; infine è confermato che la Fed procederà ad un graduale rialzo dei tassi, in virtù dei risultati raggiunti dall’economia americana, che nel mese di febbraio ha raggiunto il tanto auspicato target del 2% in termini di inflazione.

Dal punto di vista operativo sul future S&P500 con scadenza Giugno 2017, il range di breve termine è compreso tra 2.338 e 2.365.

E importante sottolineare come il mercato abbia rotto ribasso il livello posto a quota 2.363 punti, che aveva offerto un primo supporto ai rialzi agli inizi di Marzo, mentre abbiamo osservato che dopo il break ribassista tale livello abbia offerto resistenza, costituendo pertanto occasione di vendita.

Al di là delle parole della Fed che sicuramente hanno gettato incertezza sul mercato e alimentato aspettative di ribasso, potrebbe non essere così semplice rompere con decisione area 2.338, livello molto importante per i rialzisti, e per virare dal lato short più della semplice rottura sarebbe importante che tale livello venga venduto in fase di retest dopo un break al ribasso.

Saremo altresì cauti nell’apertura di posizioni Long e ciò avverrebbe soltanto qualora il mercato rompesse con decisione 2.363 e tale livello venisse acquistato in eseguito come supporto; solo in quel momento apriremo posizioni long con target piuttosto stretto posto a 2.380.

A livello intraday un’idea potrebbe essere quella di aspettare un rally fino ai 2.363 e osservare la reazione del mercato; qualora la resistenza si dimostrasse efficace potremmo operare short con primo obiettivo 2.350 e in estensione 2.338.

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